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Pakistan: droni USA attaccano 3 volte, 16 morti. La guerra a distanza

Gli Stati Uniti hanno sferrato con i "soliti" droni ben 3 attacchi in Pakistan in soli 24 ore, uccidendo 16 persone, che a quanto pare farebbero parte di un gruppo alleato delle forze di Maulvi Nazir, leader dei talebani pakistani in South Waziristan.

Gli Stati Uniti il 15 giugno hanno sferrato ben 3 attacchi in Pakistan in soli 24 ore, uccidendo 16 persone, che a quanto pare farebbero parte di un gruppo alleato delle forze di Maulvi Nazir, leader dei talebani pakistani in South Waziristan. Secondo Wikipedia inglese, l'esercito e i servizi segreti pakistani considererebbero Maulvi Nazir un "talebano buono", poiché non ha programmi anti-governativi, ma lotterebbe solo contro potenze straniere, in particolare usbechi e americani. Gli USA hanno naturalmente lanciato questi tre attacchi con dei droni, quei veivoli cioè senza pilota e telecomandati a distanza. Non è la prima volta che gli Stati Uniti utilizzano in Pakistan i droni, tanto che agli inizi di maggio, dopo un ennesima offensiva che sembra causò 8 morti, i comandanti in capo del Pakistan avvertirono gli USA che non avrebbero più tollerato ulteriori attacchi, invitando anche i loro alleati a ridurre il personale militare statunitense nel territorio, almeno secondo il Financial Times. L'uso dei droni sembrerebbe dagli Stati Uniti giustificato per colpire obiettivi strategici di Al Qaida, ma queste continue aggressioni in territorio alleato sembrano assomigliare sempre di più ad un inizio di guerra "a distanza".

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