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Pakistan: carcere a medico reclutato da CIA, scovò Osama Bin Laden

Il Pakistan condanna a 33 anni di cercere il medico reclutato dalla CIA per prelevare il sangue di Osama Bin Laden . La sentenza rischia di acuire le tensioni tra Pakistan e Stati Uniti.

Si viene a scoprire che la CIA aveva tentato di prelevare il sangue di Osama Bin Laden quando già nascosto ad Abbottabad, e questo per mezzo di un medico pakistano che aveva deciso di "collaborare" con gli Stati Uniti.
Il Pakistan, invece, sembra vedere questa "comunione d'intenti" come un "alto tradimento", forse anche perché il medico, da quanto si apprende, ha effettuato una vera e propria campagna di vaccinazione per la CIA per raccogliere DNA, naturalmente solo per verificare se Osama Bin Laden si nascondeva veramente nel compound dove poi è stato ucciso.
Il problema è che Osama Bin Laden non si sarebbe mai fatto prelevare il sangue.
Il Pakistan, che ha rapporti sempre più incrinati con gli Stati Uniti ha causa dei droni stelle e strisce che sorvolano senza autorizzazione lo spazio aereo del Paese, ma anche per il fatto di non essere stati informati dell'azione militare dei Navy Seals ad Abbottabad, hanno quindi arrestato e processato il medico "traditore" Shakil Afridi, condannandolo in questi giorni a 33 anni di carcere, oltre al pagamento di una multa pari a 3.500 dollari. Il dottore ha due mesi di tempo per fare ricorso.
Il divario tra Stati Uniti e Pakistan si è poi notevolmente ampliato quando, subito dopo il raid contro Osama Bin Laden, gli USA hanno ucciso delle guardie di frontiera pakistane.
Washington ha spiegato che si sarebbe trattato solo di un incidente, ma l'esercito pakistano fu convinto della deliberatezza dell'aggressione. Il Pakistan, quindi, decise di chiudere le rotte di approvvigionamento dei militari NATO che combattono in Afghanistan, obbligando la coalizione a ricercare vie di transito molto più costose.
L'annuncio della condanna del medico Shakil Afridi è avvenuto subito dopo il summit della NATO che si è tenuto in questi giorni a Chicago, che ha discusso anche delle tensioni tra Stati Uniti e Pakistan a causa della quali la data del ritiro delle truppe americane in Afghanistan, prevista per il 2014, potrebbe ulteriormente allontanarsi.
Nonostante i "dissapori", però, molti analisti si ritrovano concordi nel pensare che gli Stati Uniti non possono permettersi di chiudere definitivamente i rapporti con il Pakistan, visto che potrebbe essere essenziale una sua mediazione con i talebani afghani per raggiungere finalmente un accordo di pace.

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