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Pakistan, ancora violenze sui cristiani. Stuprata 15enne

Sembra non esserci pace per i cristiani in Pakistan. Un cristiano di 55 anni è stato ucciso dopo essersi rifiutato di convertirsi all'Islam, mentre una ragazza di 15 anni è stata violentata da due influenti musulmani del luogo.

Non sembra esserci pace per i cristiani del Pakistan. Mentre Xavier Patras William, giornalista cristiano pakistano e attivista dei diritti umani, riferisce dell'uccisione di Younas Masih, un uomo di 55 anni residente a Chaman nella provincia del Baluchistan per essersi rifiutato di convertirsi all'Islam, l'Agenzia Fides riporta la notizia di una ragazza minorenne cristiana sequestrata, violentata e torturata da due influenti musulmani. Younas Masih, stando alle cronache, è stato ucciso dopo aver avuto accese discussioni con i suoi colleghi per via della sua religione. Il 55enne era cristiano e frequentava regolarmente la parrocchia locale. I colleghi musulmani avrebbero per diverso tempo iniziato a fare delle pesanti pressioni per indurre Masih a convertirsi, ottenendo dall'uomo sempre un rifiuto. Il 31 gennaio, mentre tornava dal lavoro a casa, Younas Masih è stato raggiunto da 5 colpi d'arma da fuoco. Ricoverato in condizioni critiche, e dopo una operazione servita ad estrarre dal corpo i 5 proiettili, il 55enne cristiano è deceduto dopo 3 giorni di coma. Il figlio ha riferito alla polizia locale del Pakistan l'accaduto, ma a quanto pare gli agenti avrebbero rifiutato di firmare il FIR (First Information Report) e quindi inoltrare la denuncia. Non hanno inizialmente accettato di firmare il FIR neanche i poliziotti raggiunti dal padre di Fouzia Bibi, 15 anni, residente del villaggio di Roday nei pressi di Kasur (in Punjab) e violentata da due influenti musulmani. Come riferisce la Fides, la minorenne cristiana, uscita per una commissione, è stata sequestrata da "due musulmani armati di pistola, Sher Mohammed e Shabir Ali, personaggi influenti del territorio" che l'hanno "imprigionata in una stanza, violentata e torturata ripetutamente". Fouzia Bibi ha avuto la forza di raccontare tutto alla sua famiglia, dopo essere stata lasciata priva di conoscenza in strada dai suoi aggressori, ma la polizia si è rifiutata di accogliere la denuncia. Il padre della ragazza, Malooka Masih, "si è rivolto al Rev. Saleem Gill della 'Chiesa del Pakistan' (anglicana) e al Vescovo Irfan Jamil, che hanno cercato adeguata assistenza giudiziaria" trovandola nell'Ong LEAD (Legal Evangelical Association Development) che si dedica alla promozione sociale dei cristiani in Pakistan ed è riuscita a presentare denuncia ufficiale. La Ong LEAD "nota che i cristiani sono spesso vittime di abusi da parte di potenti musulmani, che negano loro ogni dignità o diritto umano. In particolare le ragazze cristiane sono doppiamente discriminate e spesso trattato 'come merce' " mentre "secondo dati raccolti da Fides, ogni anno sono circa 700 i casi di ragazze delle minoranze religiose (cristiane o indù) che vengono stuprate o rapite, anche a scopo di conversione". L'Agenzia Fides anticipa inoltre che per aiutare queste persone e contrastare tali violenze, "Paul Bhatti, Consigliere speciale del Primo Ministro, per l'Armonia nazionale e Presidente della 'All Pakistan Minorities Alliance' (Apma), ha annunciato la creazione di uno speciale team legale dell'APMA che riunisce eminenti giuristi, di fede diversa, che forniranno gratuitamente assistenza legale a persone bisognose".

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