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Pakistan, USA: "liberate la bambina". Imam arrestato: manipolò prove

Il caso della "bambina blasfema" pakistana, "minorenne e mentalmente disabile", sta indignando il mondo. I Senatori USA scrivono al Presidente pakistano. Oggi arriva il "colpo di scena". L'imam che accusava la bambina avrebbe "manipolato le prove". L'accusa è di un altro religioso: "anche lui si è macchiato del reato di blasfemia".

In Pakistan la sorte di Rimsha Masih, la bambina accusata di "blasfemia" potrebbe presto cambiare. Lo dichiara Paul Bhatti, Consigliere del Primo Ministro per l'Armonia nazionale e presidente della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA): "Rimsha è innocente, non ci sono prove contro di lei. Presto sarà libera". A diffondere la notizia l'Agenzia Fides che conferma come il processo stia andando, anche se prudentemente, verso una conlusione positiva per la piccola. Rimsha Masih è infatti considerata, anche dalla Commissione medica del Tribunale, "minorenne e mentalmente disabile", sgonfiando l'impianto dell'accusa. Intanto il mondo si mobilita per Rimsha con alcuni Senatori USA come Robert Menendez, Roy Blunt, Ben Cardin, Mark Kirk, Bob Casey, e Mike Johanns che scrivono al presidente Asif Ali Zardari perché la bambina sia liberata al più presto. Fides riporta parte dell'emblematico testo della lettera dei Senatori statunitensi al Presidente del Pakistan dove i legge che la legge sulla blasfemia pakistana "continua a perseguitare persone innocenti" e si afferma: "Sollecitiamo il vostro governo a fare di più per prevenire gli abusi e le violenze commesse contro i cristiani, ahmadi, indù e altri minoranze religiose, così come verso membri della comunità musulmana". E dopo l'intervento degli USA qualcosa in Pakistan si muove. L'ANSA riporta infatti un vero e proprio "colpo di scena" nel caso Rimsha Masih. Arriva infatti la testimonianza scritta di un religioso, Hafiz Mohammad Zubair che, come riporta l'agenzia di stampa, "ha apertamente accusato l'imam Jadoon di avere aggiunto pagine del Corano a quelle bruciate portategli da un abitante musulmano del villaggio di Mehrabadi, di nome Amaad". Questa nuova della "manipolazione delle prove" da parte del principale accusatore di Rimsha Masih riapre di fatto il caso, tanto che domani è stata fissata ad Islamabad una nuova udienza che potrebbe portare al rilascio di Rimsha Masih. Almeno su cauzione.

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