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Pakistan: Rimsha libera su cauzione. Mafia terreni dietro "blasfemia"

Rimsha Masih la bambina disabile mentale che in Pakistan è stata incarcerata con l'accusa di "blasfemia" è stata rilasciata su cauzione. Ma la religione forse conta poco, dato che dietro l'accusa ci sarebbe "la mafia dei terreni" che vuole "liberare" i villaggi dai cristiani. Come speculazione edilizia.

Rimsha Masih la bambina cristiana accusata di aver bruciato pagine del Corano, è stata rilasciata il 7 settembre con il pagamento di una cauzione pari a 500mila rupie, circa 4500 euro. Una cifra importante anche per una famiglia italiana, figurarsi per una famiglia cristiana in Pakistan. La bambina potrà quindi riabbracciare i suoi cari, molto spaventati e preoccupati per l'accaduto, insieme ad altre famiglie cristiane che hanno dovuto abbandonare Islamabad per paura di rappresaglie. La bambina ha potuto godere della libertà su cauzione per il fatto che le prove a suo carico sono state giudicate non sufficienti per detenere ancora la ragazzina disabile. Dopo la testimonianza scritta di un religioso, Hafiz Mohammad Zubair che aveva accusato l'imam Khalid Jadoon Chishti "di avere aggiunto pagine del Corano a quelle bruciate portategli da un abitante musulmano del villaggio di Mehrabadi, di nome Amaad" con conseguente "manipolazione delle prove" il giudice aveva fissato ad Islamabad la nuova udienza che ha poi portato la piccola al rilascio. La bambina è stata affidata a "alla tutela del ministero per l'Armonia nazionale e degli avvocati di Apma". APMA è l'associazione "All Pakistan Minorities Alliance", fondata da Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose che fu assassinato nel marzo 2011 da un commando di estremisti islamici. Commenta la notizia su Radio Vaticana (http://www.news.va/it/news/la-vicenda-di-rimsha-mons-tomasi-legge-sulla-blasf) mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio Onu di Ginevra: "La situazione delle minoranze religiose in Pakistan è problematica: prima di tutto per i cristiani, ma anche per qualche altra piccola minoranza. Il problema che si pone davanti a questa realtà è che l'utilizzo della legge sulla blasfemia viene visto come uno strumento per vendette personali o per abusi di potere o per 'liberare' i villaggi – come qualcuno dice – dalla presenza di cristiani". E "liberare" i villaggi dai cristiani non è probabilmente, come spesso accade, un "fine religioso" quanto economico. Spiega l'Agenzia Fides come "si conferma che dietro al caso di Rimsha vi sia la mafia dei terreni" e che "alcuni speculatori intendevano cacciare i cristiani dal sobborgo di Mehrabadi per motivi economici, dato che il valore delle case in quell'area di Islamabad, è salito. Per questo hanno montato il caso di blasfemia, che doveva servire da grimaldello. La maggior parte delle famiglie del sobborgo, dicono fonti di Fides, sono fedeli fuggiti da Gojra, località data alle fiamme da radicali islamici nel 2009, per un supposto caso di blasfemia. Fu Shahbaz Bhatti, allora Ministro delle Minoranze, a far assegnare agli sfollati interni tali alloggi nella periferia della capitale".

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