le notizie che fanno testo, dal 2010

PRISM, Edward Snowden: non si può aspettare che qualcun altro agisca al posto tuo

E' Edward Snowden la fonte del Datagate, e cioè il programma NSA di sorveglianza telefonico ed internet, quest'ultimo ribattezzato PRISM. E mentre Barack Obama pretende di insegnare cos'è la democrazia difendendo PRISM, Edward Snowden sacrifica la sua vita per un più alto ideale: il bene comune, che passa anche dalla privacy. Prima di lui, Daniel Ellsberg, Bradley Manning e Julian Assange di WikiLeaks.

E' Edward Snowden, un giovane di 29 anni ex assistente tecnico per la CIA, contractor per la Booz Allen Hamilton e dipendente negli ultimi 4 anni per la National Security Agency (NSA), ad essere la fonte che ha svelato il "lato oscuro" di Obama, in cui si nascondeva il programma di sorveglianza telefonico ed internet quest'ultimo ribattezzato PRISM. Edward Snowden ha rilasciato una lunga intervista al The Guardian, il primo giornale a far scoppiare il caso, dietro espressa richiesta del ragazzo, che non vuole rimanere nell'ombra nonostante abbia "passato" alla stampa numerosi documenti top-secret.

"Non ho alcuna intenzione di nascondermi, perché so che non ho fatto nulla di male" afferma Edward Snowden, che entrerà nella storia al pari di Daniel Ellsberg, ex militare che fece scoppiare il cosiddetto Pentagon Papers svelando le strategie del governo americano in merito alla guerra in Vietnam, e Bradley Manning, nella speranza naturalmente che abbia miglior fortuna di quest'ultimo, attualmente sotto processo per aver consegnato cablo riservati a WikiLeaks. Edward Snowden precisa però che i riflettori dei media non devono ora essere puntati su di lui, poiché l'attenzione della stampa deve rimanere "su ciò che il governo degli Stati Uniti sta facendo". Il vero obiettivo di Edward Snowden, infatti, è quello di far aprire gli occhi, e la mente, dei cittadini di tutto il pianeta, affinché finalmente decidano in quale "tipo di mondo vogliono vivere". Se Edward Snowden conoscesse alcune delle reazioni italiane seguite alle sue rivelazioni sul programma PRISM ne sarebbe però purtroppo non solo deluso, ma sconvolto visto che la frase più ripetuta per liquidare l'intera faccenda è "tanto io non ho nulla da nascondere".

Ed ecco perché il coraggio di Edward Snowden non solo dovrebbe essere premiato, ma tutelato visto che, nonostante il menefreghismo dilagante, il 29enne ex della NSA ha svelato il programma PRISM solo per "informare il pubblico, e far comprendere ciò che viene fatto in loro nome e ciò che viene fatto contro di loro". E per il bene comune, Edward Snowden sta sacrificando "una vita molto comoda", come lui stesso la descrive al The Guardian, che comprendeva un salario di circa 200.000 dollari, una ragazza con cui ha condiviso una casa alle Hawaii, una carriera stabile, e una famiglia che lo ama. "Sono disposto a sacrificare tutto questo perché non posso, in coscienza, consentire al governo degli Stati Uniti di distruggere la privacy, la libertà di internet e le libertà di base delle persone in tutto il mondo con questa enorme macchina di sorveglianza che sta segretamente costruendo" sottolinea infatti Edward Snowden, precisando: "Io non ho paura, perché questa è la scelta che ho fatto".

La fuga di notizie è partita proprio dalle Hawaii, dall'ufficio della NSA dove stava lavorando e dove ha copiato tutti i documenti che intedeva diffondere attraverso la stampa. Tre settimane fa Edward Snowden ha finito di backuppare tutto ciò che poteva dimostrare l'esistenza del programma PRISM, oltre a quello di sorveglianza delle linee telefoniche, ed ha chiesto al suo supervisore alla NSA "un paio di settimane" per poter effettuare un trattamento per l'epilessia, malattia di cui soffre. Ha fatto i bagagli ed ha detto alla ragazza che doveva partire, senza informarla del fatto che avrebbe raggiunto Hong Kong, dove risiede dal 20 maggio scorso. Edward Snowden ha scelto Hong Kong, spiega, perché in questa città "la libertà di espressione ed il dissenso politico" sono ancora dei diritti ben radicati, ma anche perché è uno dei pochi luoghi al mondo che riesce ancora a resistere ai dettami del governo degli Stati Uniti.

Anche se il mondo se ne è dimenticato, infatti, da un anno Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, è chiuso dentro l'ambasciata dell' Ecuador a Londra che gli ha concesso asilo politico, perché il governo della Gran Bretagna non gli permette di partire verso il Paese di Rafael Correa poiché intende arrestarlo appena il giornalista metterà un piede fuori dalla sede diplomatica. In un toccante discorso pronunciato il 20 dicembre 2012 dalla finestra dell'ambasciata dell' Ecuador a Londra, Julian Assange diceva: "Spesso le persone chiedono: 'Cosa posso fare?' La risposta non è così difficile. Impara come il funziona il mondo. Sfida le dichiarazioni e le intenzioni di coloro che cercano di controllarci dietro una facciata di democrazia, e monarchia. - e ancora - Il potere delle persone che dialogano e resistono insieme terrorizza infatti il potere corrotto e antidemocratico. La vera democrazia non è la Casa Bianca. La vera democrazia è la resistenza di popoli, armati solo con la verità contro la menzogna, da piazza Tahrir fin qui a Londra". Questa è la vera democrazia, e non certo quella rivendicata da Barack Obama che ha difeso il programma PRISM affermando che è il "giusto equilibrio" tra la sicurezza nazionale e le libertà civili.

Julian Assange quindi avvertiva: "Una volta che noi, il popolo, smetteremo di discutere e di essere dissenzienti, una volta che noi saremo solo distratti o pacificati, una volta che noi ci allontaneremo gli uni dagli altri, non saremo più liberi. Perché la vera democrazia è la somma - è la somma - della nostra resistenza.
Se tu non discuti più - se si rinuncia a ciò che è essenziale come essere umano: se rinunci ad ascoltare la tua coscienza, se rinunci alla tua indipendenza, se dimentichi il senso di cosa che è giusto e di cosa è sbagliato, in altre parole - forse senza saperlo, diventi passivo e controllabile, incapace di difendere te stesso e coloro che ami".

Edward Snowden si è rivelato anche perché sa che gli Stati Uniti lo stanno cercando, e che potrebbero iniziare un procedimento di estradizione nei suoi confronti. Se Edward Snowden non ha paura per sé, non lo stesso può dire per i suoi familiari, molti dei quali lavorano per il governo USA. "L'unica cosa che temo sono gli effetti nocivi per la mia famiglia, che non sarò più in grado di aiutare. Questo è quello che mi tiene sveglio la notte", dice Edward Snowden, aggiungendo però: "Ho capito che facevo parte di qualcosa che stava facendo molto più male che bene. E non si può aspettare che qualcun altro agisca al posto tuo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: