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NSA e GCHQ violano Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Uno nuovo scoop del Guardian svela che non solo la NSA degli Stati Uniti ma anche il servizio di intelligence britannico, il GCHQ, spia, raccoglie ed archivia grandi quantità di messaggi in tutto il mondo, dalle e-mail ai post su Facebook, dalle navigazioni internet alle chiamate. Stati Uniti e Gran Bretagna stanno violando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. A quando una interrogazione parlamentare in Italia?

I cittadini di tutto il mondo sono perennemente spiati dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Il Guardian pubblica nuovi documenti passati da Edward Snowden, che ha fatto scoppiare lo scandalo PRISM, svelando che non è solo la NSA statunitense ad avere il pallino di spiare le comunicazioni della popolazione mondiale. Anche il servizio di intelligence britannico, il GCHQ, raccoglie ed archivia attraverso il programma Tempora (o tempora! o mores! ndr) enormi quantità di messaggi in tutto il mondo, dalle e-mail ai post su Facebook, dalle navigazioni internet alle chiamate telefoniche, e li condivide con i fratelli del NSA. Il tutto naturalmente, ci verrà spiegato a breve, per la nostra sicurezza. Peccato però che quello che qualcuno già ha ribattezzato come l'impero anglo-americano si sia scordato che "nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni", come recita l'articolo 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Inoltre, all'articolo 17 viene espressamente dichiarato che "ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri" e che "nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà".

Le e-mail, le telefonate, i post su Facebook o le navigazioni internet fanno parte della "vita e della proprietà privata" nelle quali nessuno può "interferire arbitrariamente". Nemmeno gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, visto che sempre nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo viene chiarito, all'articolo 30, che "nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati". Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna quindi non possono giustificare la loro azione di spionaggio ai danni dei cittadini di tutto il mondo con la scusa della protezione contro il terrorismo, ma anzi forse dovrebbero rispondere davanti ad una Corte sovranazionale della violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. In attesa, molti italiani si chiedono come mai il nostro rinnovato Parlamento (popolato di giovani navigatori sempre "gaiamente" connessi in rete e coi social network) non abbia ancora affrontato la questione, magari attraverso una interrogazione diretta al ministro degli Esteri e dell'Interno per comprendere come il governo intende rispondere al fatto che i loro cittadini sono spiati da nazioni straniere, visto che al recente G8 in Irlanda del Nord il premier Enrico Letta non sembra aver voluto affrontare faccia a faccia il problema con Barack Obama e David Cameron.

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