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Datagate: spiata anche Italia. Per NSA "bisogna fermare" pubblicazione report

Mentre lo scandalo Datagte si allarga anche in Italia, Keith Alexander, il capo della NSA, invece di pensare a dimettersi accusa i giornalisti di "vendere" i documenti dell'agenzia di spionaggio americana, affermando che bisognerebbe "trovare un modo per fermare" la loro pubblicazione. Anche la "sorella" britannica GCHQ trova "dannoso un dibattito pubblico" sui programmi PRISM e Tempora.

Lo scandalo Datagate continua inarrestabile, anche se nel nostro Paese il governo tace ed i servizi spiegano che le ultime rivelazioni arrivano da "fonti non ufficiali". Il sito Cryptome, infatti, svela che anche l'Italia sarebbe stata intercettata dalla NSA (National Security Agency), evidenziando in particolare il dato che va dal 10 dicembre 2012 al 13 gennaio 2013, quando l'agenzia statunitense avrebbe spiato 124,8 miliardi di telefonate nel mondo, di cui 46 milioni nel Bel Paese. Nel frattempo, il Der Spiegel afferma che il cellulare di Angela Merkel sarebbe sotto controllo dei servizi segreti americani da circa 10 anni, pubblicando un documento della Special Collection Service della NSA che rivelerebbe l'esistenza di "un ramo dell'agenzia di spionaggio non legalmente registrato" nell'ambasciata degli Stati Uniti a Berlino. Citando un documento segreto dal 2010, il Der Spiegel ha quindi svelato che tali "succursali" erano presenti in circa 80 sedi in tutto il mondo, tra cui Parigi, Madrid, Praga, Ginevra, Francoforte e Roma. Mentre migliaia di persone hanno marciato ieri verso il Campidoglio di Washington per protestare contro il programma di spionaggio della NSA e mostrare solidarietà verso Edward Snowden, la Germania ed il Brasile stanno guidando una coalizione di nazioni per redigere una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite affiché venga maggiormente protetto il diritto alla privacy su internet.

Anche se Barack Obama ha cercato di convicere del fatto che le operazioni di sorveglianza erano mirate alla lotta al terrorismo, finora i documenti rivelati da Snowden evidenziano solo che la NSA e l'equivalente britannica GCHQ (Government Communications Headquarters) avrebbero spiato "conferenze volte a negoziare accordi economici, l'Organizzazione degli Stati Americani, le compagnie petrolifere, i ministeri che sovrintendono le miniere e le risorse energetiche, i leader democraticamente eletti di Stati alleati e le intere popolazioni in questi Stati", come scrive Glenn Greenwald sul The Guardian. Tutto questo, però, non sembra creare sufficiente imbarazzo alla NSA. Il direttore dell'agenzia, il generale Keith Alexander, invece di dimettersi ha accusando i giornalisti di "vendere" i documenti della NSA, affermando nel corso di una intervista al blog del dipartimento della Difesa "Armed With Science" che bisognerebbe "trovare un modo per fermare" la loro pubblicazione. Nel frattempo, anche la GCHQ, l'agenzia di intelligence del Regno Unito, ha dichiarato di ritenere "dannoso un dibattito pubblico" sui programmi PRISM e Tempora. In un memo reso pubblico tramite Edward Snowden, infatti, la GCHQ avrebbe fatto "pesanti pressioni per mantenere segreto il fatto che le società di telecomunicazioni erano andate 'ben oltre' ciò che esse erano legalmente tenute a fare per aiutare le agenzie di intelligence ad ottenere intercettazioni di massa, e questo sia nel Regno Unito che all'estero".

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