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Datagate: dopo PRISM ecco Tempora. Le spie che cercano l'ago nel pagliaio

Edward Snowden continua a collaborare con The Guardian, e dopo il programma PRISM della NSA degli Stati Uniti svela il progetto Tempora del GCHQ, il servizio di intelligence del Regno Unito che cerca "l'ago nel pagliaio". L'agenzia di spionaggio inglese succhia ed archivia enormi quantità di messaggi di tutto il mondo, tra cui e-mail, post su Facebook, la navigazione internet e le chiamate telefoniche, accedendo direttamente alla rete di cavi in fibra ottica.

Non solo la NSA (National Security Agency) ma anche il GCHQ (Government Communications Headquarters) avrebbe messo in piedi un sistema di spionaggio internazionale ai danni dei cittadini di tutto il mondo. Dopo aver rivelato che il GCHQ, agenzia di intelligence britannica, aveva costantemente ed in tempo reale spiato i partecipanti del G20 di Londra del 2009, il Guardian mette a segno un nuovo sconvolgente scoop, sempre sulla base dei documenti di Edward Snowden, grazie al quale è stato svelato lo scandalo di PRISM. Il Guardian rivela infatti che l'agenzia di spionaggio britannica raccoglie ed archivia enormi quantità di messaggi di tutto il mondo, tra cui e-mail, post su Facebook, la navigazione internet e le chiamate telefoniche, che naturalmente condivide fraternamente con la NSA. L'agenzia di spionaggio GCHQ ha avuto segretamente accesso alla rete di cavi in fibra ottica (vedi la mappa) che trasportano le telefonate ed il traffico internet, iniziando ad elaborare grandi flussi di dati personali sensibili che sta condividendo con il suo partner americano, la National Security Agency. Tutto questo, fa notare il Guardian, senza che il pubblico ne sia informato, e quindi senza alcuna forma di dibattito.

I documenti consegnati al Guardian da Edward Snowden svelano anche che oltre al PRISM della NSA esiste il progetto Tempora, (o tempora! o mores! ndr) che da oltre 18 mesi permette al GCHQ di attingere e memorizzare enormi quantità di dati provenienti dai cavi in fibra ottica. Non ha caso, Edward Snowden definisce questa operazione messa in piedi dalla NSA e dal GCHQ come "il programma di sorveglianza più sottovalutato nella storia umana", avvertendo: "Non è solo un problema degli Stati Uniti. Il Regno Unito è fortemente coinvolto. Loro (GCHQ) sono peggiori rispetto agli Stati Uniti". La GCHQ si è d'altronde vantata che dal 2010, due anni dopo l'inizio della sperimentazione del progetto, aveva la "più grande connessione internet" di qualsiasi membro dei Five Eyes, una alleanza fondata sulle intercettazioni, che comprende gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, l'Australia e Nuova Zelanda. I Five Eyes hanno cominciato a "guardarsi attorno" dopo la guerra, ufficialmente con lo scopo di monitorare l'Unione Sovietica, i sospetti terroristi in Medio Oriente, gli scienziati nucleari dell'Iran, gli jihadisti in Indonesia e le comunicazioni militari della Cina. Da allora, sembra che almeno Stati Uniti e Regno Unito abbiano preferito puntare i loro occhi anche su cittadini assolutamente estranei da ogni complotto internazionale.

Sempre il Guardian riporta che nel maggio dello scorso anno 300 analisti del GCHQ e 250 analisti della NSA sono stati chiamati a setacciare il diluvio di dati memorizzati. I documenti forniti da Edward Snowden rivelano inoltre che lo scorso anno il GCHQ avrebbe gestito 600 milioni di "eventi telefonici" ogni giorno, sfruttando più di 200 cavi in fibra ottica ed elaborando i dati di almeno 46 di questi alla volta. Per i 2 miliardi di utenti del world wide web, Tempora rappresenta una vera e propria finestra sulla loro vita quotidiana, sottolinea il Guardian. Il programma Tempora ha inoltre permesso al GCHQ di creare buffer (memorie temporanee) dei dati internet intercettati, affinché potessero non solo essere osservati in tempo reale ma anche conservati, per tre giorni in caso di contenuti e per 30 giorni nel caso di metadati. Questo servizio di spionaggio sarebbe in piedi anche grazie ad accordi segreti con le società commerciali, descritti in un documento come "partner di intercettazione". Le carte studiate dal Guardian, infatti, indicano che alcune aziende sono state pagate per la loro cooperazione, tanto che il GCHQ fa di tutto per mantenere il loro nome segreto. Una fonte ha spiegato al Guardian che tali aziende sarebbero state obbligate a cooperare in questa operazione.

La stessa fonte, per spiegare il lavoro dell'intelligence, utilizza una metafora, e cioè che il GCHQ con Tempora scava in un pagliaio in cerca degli aghi. Il GCHQ, però, non esaminerebbe ogni pezzo di paglia ma, attraverso alcuni trigger, è in grado di localizzare direttamente gli aghi, eliminando il superfluo. Naturalmente, l'evento da ricercare, in mezzo a tanta paglia, è deciso sempre dal GCHQ. La fonte spiega infatti che "i criteri sono la sicurezza, il terrorismo, la criminalità organizzata. Ed il benessere economico". Di chi e di quale nazione si vuol preservare la sicurezza ed il benessere economico potrebbe essere facilmente immaginabile. La fonte dell'agenzia avrebbe naturalmente spiegato al Guardian che tutti questi dati "sono stati raccolti legalmente nell'ambito di un sistema di garanzie, che ha fornito materiale che a sua volta ha portato a scoperte significative per individuare e prevenire forme gravi di criminalità". Come la violazione della privacy e la proprietà dei contenuti intercettati possa conciliarsi con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, non è ancora del tutto chiaro.

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