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Datagate: USA spia 35 leader politici nel mondo. Complici di Al Qaida?

Le ultime rivelazioni di Edward Snowden svelano che la NSA avrebbe spiato non solo milioni di cittadini "comuni" ma anche 35 leader politici stranieri, intercettando i loro telefoni. Non si comprende, però, come tale "lotta al terrorismo", come giusfica Barack Obama il programma PRISM, si possa conciliare con lo spionaggio dei politici, sempre che gli USA non "sospettino" un loro coinvolgimento con Al Qaida.

Ancora rivelazioni preoccupanti da Edward Snowden, tanto che non si capisce perché debba rimanere nascosto, ricercato e senza libertà di movimento, come succede per Julian Assange, quando a violare ogni tipo di diritto internazionale sembrano essere solamente gli Stati Uniti di Barack Obama. Stando agli ultimi documenti pubblicati sul The Guardian, infatti, la NSA (National Security Agency) attraverso il programma PRISM avrebbe spiato (e forse lo fa ancora) ben 35 leader politici mondiali. Un "memo confidenziale" rivela infatti come la NSA incoraggia alti funzionari che lavorano, per esempio, nel dipartimento di Stato USA, alla Casa Bianca e al Pentagono, a condividere con l'agenzia le loro agende affinché possano aggiornare i numeri di telefono dei leader politici stranieri nei loro sistemi di sorveglianza. Tra i numeri spiati dalla NSA sembrerebbe esserci quello del cellulare di Angela Merkel, tanto che Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, si è subito affrettato nel precisare che il telefono della cancelliera tedesca "non è sotto monitoraggio e non lo sarà in futuro". Da Berlino, però, hanno immediatamente notato come la Casa Bianca non abbia però smentito che in passato il telefonino della Merkel sia stato intercettato. La Merkel, che tra i capi di Stato europei ha sicuramente usato toni più seccati per lo scandalo Datagate, si è comunque limitata a chiedere agli Stati Uniti di "ripristinare la fiducia che deve esserci tra gli alleati" perché "spiarsi tra amici non è affatto accettabile".

Per il momento, non sono ancora trapelati i nomi degli altri 34 leader politici stranieri spiati dalla NSA, anche se Gleen Greenwald, il giornalista che custodisce i file di Edward Snowden, ha dichiarato a "l'Espresso" che "la National Security Agency porta avanti molte attività spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano", a cui avrebbero partecipato persino i "nostri servizi segreti". Le rivelazioni di Snowden, supportate da documenti attentamente valutati dai giornalisti prima di essere pubblicate, mal si conciliano, quindi, con le passate dichiarazioni di Barack Obama quando, per giustificare il programma PRISM, tentò di spiegare: "Non si può avere la sicurezza al 100 per cento e avere anche il 100 per cento della privacy e zero disagi. Come governo dobbiamo fare alcune scelte. Potete lamentarvi sul Grande Fratello e di come questo sia un programma potenzialmente folle, ma quando effettivamente si guardano i dettagli, credo che sia stato trovato un giusto equilibrio". Non si comprende, però, come tale "lotta al terrorismo", come la giusfica Obama, si possa conciliare con lo spionaggio verso i leader politici degli altri Stati, sempre che gli USA non "sospettino" un loro coinvolgimento con Al Qaida.

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