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Datagate, Copasir: "servizi italiani sapevano monitoraggio USA che vìola privacy"

PRISM, il programma di sorveglianza della NSA (National Security Agency), spiava (e forse lo fa ancora) il nostro Paese, e "i servizi italiani sono sempre stati al corrente di questa attività di monitoraggio, che interveniva anche pesantemente sulla privacy dei cittadini italiani" rivela Claudio Fava, deputato di Sel e componente del Copasir, che chiede al governo Letta "maggiore chiarezza e anche maggiore autorevolezza".

"Da quello che abbiamo saputo da fonte americana a Washington i servizi italiani sono sempre stati al corrente di questa attività di monitoraggio, che interveniva anche pesantemente sulla privacy dei cittadini italiani" afferma Claudio Fava, deputato di Sel e componente del Copasir, commentando le ultime notizie sul cosiddetto Datagate, e cioè il programma di sorveglianza USA che intercetta le comunicazioni dei cittadini americani e del resto del mondo. Ieri Le Monde faceva scoppiare il caso in Francia, svelando che attraverso il programma PRISM della NSA aveva acquisito ben "70,3 milioni di registrazioni di dati telefonici" in soli 30 giorni (dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013). Circa due settimane fa una delegazione del Copasir è stata in missione negli Stati Uniti, e in quell'occasione i parlamentari italiani hanno avuto la certezza che la NSA (National Security Agency) spiava anche il nostro Paese. "Mi sembra chiaro che e' avvenuto anche in Italia" sostiene infatti Fava, sottolineando che "lo stesso sistema di raccolta a strascico di dati" avvenuto in Francia "in base ad alcuni sensori è stato fatto nei confronti di altri Paesi, cosa che non è stata smentita dai vertici dei servizi segreti americani incontrati a Washington", che anzi hanno spiegato ai parlamentari italiani come "il loro scrupolo principale è stato quello di rispettare le leggi americane sulla privacy e intervenire a tutela della sicurezza del Paese". Claudio fava quindi evidenzia: "Che tutto questo confligga con le leggi nazionali di Paesi alleati è un punto di vista che loro non hanno, ma che noi dovremmo avere". Il Copasir chiede quindi al governo "maggiore chiarezza e anche maggiore autorevolezza". Fava riflette: "Noi abbiamo appreso come tutti da fonti di stampa che persino l'ambasciata italiana a Washington era sotto intercettazione. Ci saremmo aspettati un gesto di chiarezza dal governo. Vedo che il ministro francesce convoca l'ambasciatore americano a Parigi, quando abbiamo chiesto qualche mese fa ai servizi e al governo cosa intendessero fare l'atteggiamento ci è sembrato abbastanza tiepido". Intanto, mercoledì 23 ottobre a Palazzo San Macuto arriverà il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti, la cui audizione "dovrà servire proprio a pretendere maggiore chiarezza sulla posizione del nostro governo" precisa il componente del Pd del Copasir, Felice Casson. Ettore Rosato del Pd è quindi curioso di sapere la posizione del governo visto che "quando arrivarono le prime rivelazioni sul Datagate sia il presidente Enrico Letta, sia il ministro degli Esteri Emma Bonino, mostrarono stupore per quanto era trapelato".

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