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PIL terzo trimestre in ribasso. Consumatori: "detassare tredicesime"

Il PIL nel terzo trimestre viaggia ancora su stime al ribasso: 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011. La crescita acquisita per il 2012 in Italia è quindi pari a -2,0%, segnala l'Istat. Un risultato frutto di "una politica economica ottusa e del tutto inadeguata, che continua tutt'oggi" da parte del governo Monti, afferma Federconsumatori.

La stima del PIL italiano secondo i dati Istat è stata rivista al ribasso: -2,4%. Numeri da dimissioni di un governo politico qualsiasi, ma addirittura salutati come "ottimistici" dato che il calo è risultato inferiore a quello registrato nei trimestri precedenti. Riepilogando, secondo l'Istat "nel terzo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011 (lo stesso valore registrato nel secondo trimestre)". Il calo è segnalato come congiunturale e, riporta in una nota l'Istituto di statistica, "è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'agricoltura e dei servizi e di un leggero aumento in quello dell'industria. Il terzo trimestre del 2012 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2011". La crescita acquisita per il 2012 è quindi pari a -2,0%. Durissima la posizione di Federconsumatori che sente il polso dei cittadini consumatori che si fa sempre più "flebile!. Federconsumatori giudica la politica del governo Monti come "ottusa e del tutto inadeguata" e un comportamento dell'esecutivo che "non solo non ha fatto nulla per scongiurare questa drammatica caduta, ma anzi ha avviato misure inique e depressive, con l'unico effetto di accentuare la crisi". L'associazione dei consumatori ricorda come altri provvedimenti "depressivi" potrebbero portare l'Italia vicina al baratro. " In una situazione simile e di fronte a dati tanto gravi, infatti, aumentare ulteriormente l'IVA dal prossimo anno è un vero e proprio suicidio, per l'economia e per le famiglie - rimarca Federconsumatori -. Queste ultime dovranno fare i conti con una caduta del proprio potere di acquisto sempre più marcata (non dimentichiamo che la contrazione dal 2008 ad oggi è già pari al -13,2%), tutto ciò determinerà un ulteriore calo dei consumi, e quindi della produzione, con effetti negativi sull'occupazione e così via, alimentando all'infinito il pericoloso circolo vizioso in cui è piombata la nostra economia".
Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti quindi affermano: "E' ora che il Governo apra gli occhi: per spezzare questo grave andamento è indispensabile ripartire dalle famiglie e dalla domanda di mercato". A cominciare, propone Federconsumatori, dalla "detassazione a favore di lavoratori e pensionati, partendo proprio dalla tredicesima mensilità".

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