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PIL non crescerà senza riscrittura costituzione economica dell'UE

La crescita debole del PIL ed inferiore alle previsioni nel secondo trimestre. Senza una svolta a livello europeo attraverso una riscrittura della costituzione economica e del patto di stabilità saremo condannati a livelli di crescita del tutto insufficienti. E' il monito lanciato dalla CISL.

"La crescita debole del PIL ed inferiore alle previsioni nel secondo trimestre, certificata dall'Istat, è un dato davvero preoccupante che conferma la situazione ancora instabile della nostra economia a causa del perdurare di una politica di austerity e di rigore a livello europeo" dichiara in una nota il segretario della CISL, Annamaria Furlan.

"Senza una svolta a livello europeo attraverso una riscrittura della costituzione economica e del patto di stabilità saremo condannati ad avere nei prossimi mesi livelli di crescita del tutto insufficienti, con un aumento anche delle diseguaglianze economiche e sociali" avverte quindi la sindacalista.

"Ecco perché - continua Furlan - il governo italiano deve fare di più per convincere gli altri paesi europei a rimuovere i nodi di fondo strutturali che deprimono la crescita e che possono purtroppo peggiorare dopo la Brexit".

Per la CISL infatti "occorre svincolare gli investimenti pubblici dai parametri rigidi di bilancio, puntando sulle nuove infrastutture, sull'innovazione, sulla ricerca, sostenendo le filiere industriali più produttive e di qualità, con politiche attive del lavoro ed una azione sinergica sui fattori di sviluppo da parte delle istituzioni nazionali e locali".

E poi "bisogna soprattutto far crescere i consumi, - ribadisce Annamaria Furlan - rinnovando tutti i contratti a partire da quelli pubblici, riducendo le tasse sia per i lavoratori e i pensionati, sia per le imprese che investono ed assumono".

"Anche le parti sociali devono fare la propria parte per favorire gli investimenti, trovando nelle prossime settimane una intesa su un nuovo sistema di relazioni industriali moderno ed innovativo che leghi la produttività agli aumenti salariali, utilizzando la detassazione degli accordi di secondo livello. Insomma solo se tutti i soggetti istituzionali, insieme alle parti sociali faranno la propria parte con senso di responsabilità e su obiettivi chiari e selezionati, il nostro paese potrà creare le condizioni per invertire le stime di crescita nei prossimi mesi" conclude quindi il segretario della CISL.

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