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PIL: il crimine paga sempre, e anche le armi dell'Italia ai curdi

Tra pochi mesi anche la criminalità potrà vantarsi di "lavorare" per la crecita del Paese. Ad ottobre il PIL verrà calcolato attraverso i nuovi parametri del Sec 2010, il nuovo Sistema europeo dei conti, che conteggerà anche le attività illegali, quali traffico di sostanze stupefacenti, prostituzione e contrabbando di sigarette e alcol. Ma anche l'invio di armi ai curdi dell'Iraq sarà considerato un "investimento".

Se è vero che "il crimine paga sempre" neanche Charles Bukowski avrebbe mai immaginato quanta ricchezza avrebbe prodotto in futuro, soprattutto in termini di PIL. Il Prodotto interno lordo è il valore totale dei beni e dei servizi prodotti in un Paese destinati al consumo, agli investimenti privati e pubblici e alle esportazioni. Da ottobre, tra questi beni e servizi rientreranno anche i guadagni della criminalità visto che i calcoli per il PIL verranno effettuati con il Sec 2010, il nuovo Sistema europeo dei conti. Ricerca e sviluppo (anche militare) non rientreranno più tra le spese, ma con il nuovo calcolo del PIL anche le "uscite" per gli armamenti saranno considerati degli "investimenti" (è per questo che l'Italia invia armi ai pershmerga curdi dell'Iraq?). Ma non solo. Il 3 ottobre, quando uscirà il calcolo Istat in base ai nuovi parametri, il PIL dell'Italia potrebbe crescere repentinamente fino a 2 punti percentuali perché verranno conteggiate anche le attività illegali, quali traffico di sostanze stupefacenti, prostituzione e contrabbando di sigarette e alcol. Per l'Eurostat, infatti, le stime per il calcolo del PIL "devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico", anche se queste rientrano tra gli utili generati dalla criminalità, che magari da ottobre potranno vantarsi di "lavorare" per la crescita del Paese.

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