le notizie che fanno testo, dal 2010

Dati Istat su PIL, CNA: Italia ancora in decrescita. A rischio deflazione

L'Istat rivela che "nel quarto trimestre del 2013 il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente" ma "c'è poco da festeggiare", sottolinea la CNA perché i dati svelano "un Paese ancora in decrescita" con l'Italia "a rischio deflazione", come avverte l'OCSE.

Nel report dei conti economici trimestrali, l'Istat spiega che "nel quarto trimestre del 2013 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,9% nei confronti del quarto trimestre del 2012". La CNA (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), sottolinea però che "c'è poco da festeggiare" perché "si tratta di un incremento minimo (e inferiore a quello dei concorrenti europei) che, proiettato a livello annuale, segnala un Paese ancora in decrescita". La CNA evidenzia infatti che "il 2013 è contrassegnato ancora da una crescita negativa: -1,8%, per la precisione, appena sopra la precedente previsione a -1,9% e non tanto meglio del catastrofico -2,4% del 2012", evidenziando che "il dato tendenziale, su base annua, è addirittura peggiore del previsto: -0,9% invece che -0,8%". La CNA chiarisce che "a trainare il PIL dell'ultimo trimestre 2013 è stato l'incremento degli investimenti, saliti dello 0,9% grazie, in pratica, esclusivamente al traino rappresentato dai mezzi di trasporto: +14,4%" mentre "tutti in rosso gli altri indicatori. I consumi sono diminuiti dello 0,1% (-1,4% nell'arco dell'anno). E non ha fatto meglio il valore aggiunto dei settori produttivi (esclusa l'agricoltura, cresciuta su base annua dell'1,8%): i servizi hanno perso lo 0,5%, l'industria l'1%, le costruzioni il 5,2%". La Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa avverte inoltre che secondo i dati dell'OCSE "numerosi Paesi della periferia dell'Eurozona, una espressione che fa pensare purtroppo anche all'Italia, sono a rischio deflazione, in quanto 'l'inflazione nell'area è scesa ancora al di sotto degli obiettivi e rimarrà probabilmente molto bassa per un periodo esteso, dato che la ripresa sta appena partendo' " e perché "rimangono alcuni rischi salienti anche nell'area euro, le cui fragilità sono ancora acute".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: