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Voto di scambio, Manconi: "consapevolezza e disponibilità" anche espunti

Il senatore del PD Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama interviene nel dibattito sorto attorno alla riforma dell'articolo 416ter, relativo al voto di scambio politico-mafioso, ricordando che i riferimenti al centro della diatriba ('consapevolezza' e 'disponibilità') possono anche essere espunti, e per questo auspica un decreto legge da parte del governo.

Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, interviene nel dibattito sorto attorno alla riforma dell'articolo 416ter, relativo al voto di scambio politico-mafioso, augurandosi che "se le aule parlamentari non potranno rivedere un'ultima volta e definitivamente il testo in esame, il governo adotti un decreto-legge che renda operativa sin dalle prossime elezioni europee e amministrative la nuova disciplina del voto di scambio". Il senatore del PD spiega in una nota che le perplessità in merito alla norma riguardano "da una parte in chi da anni si batte per una riforma che renda effettivamente perseguibili comportamenti che alterano il sistema della rappresentanza democratica; dall'altra in chi teme che una disciplina di dettaglio finisca con l'imbrigliare l'iniziativa delle autorità inquirenti in un dettato normativo privo dei requisiti fondamentali delle leggi penali". Luigi Manconi quindi sottolinea che "in particolare, sono due le questioni controverse" e che accendono le discussioni, e cioè "la 'consapevolezza' nel candidato di incorrere in uno scambio politico-mafioso e il fatto che la sua mera 'disponibilità' ad adoperarsi integri già gli estremi del reato. - ricordando - Per fortuna magistrati non sospettabili di indulgenza verso i poteri criminali come Giancarlo Caselli e Rodolfo Sabelli hanno chiarito che si tratta di riferimenti che possono essere espunti dalla formulazione dell'articolo 416ter". Manconi evidenzia infatti che "la consapevolezza della situazione delittuosa è, secondo Caselli, scontata in un reato doloso, mentre la mera disponibilità a scambiare qualcosa in cambio del voto appare a Sabelli una violazione del principio di tipicità delle norme penali già soddisfatto dalla possibilità di un sostegno elettorale offerto in cambio di danaro o altra utilità".

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