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Voluntary disclosure, Causi (PD): non è uno scudo, non è un condono

"Il decreto al voto oggi, che completa le procedure previste per la voluntary disclosure, è un intervento geneticamente diverso da quelli precedenti: non è uno scudo, non è un condono", così in una nota Marco Causi, membro del PD .

"Il decreto al voto oggi, che completa le procedure previste per la voluntary disclosure, è un intervento geneticamente diverso da quelli precedenti: non è uno scudo, non è un condono. Questa procedura approvata 11 mesi fa ha ottenuto un rilevante successo. Si tratta di un decreto i cui effetti sono già misurabili perché la curva delle adesioni si è impennata subito dopo la sua emanazione: le domande di adesione sono ora circa 80mila ma è probabile che alla fine si arrivi a 100mila istanze. Questo decreto è un provvedimento sollecitato dai vari organismi internazionali. Una degli elementi più importanti di esso è l'introduzione del reato di auto-riciclaggio" sottolinea in una nota Marco Causi, commentando il dl per il rientro dei capitali dall'estero.
"E' quindi un intervento geneticamente diverso in un mondo che sta cambiando, dal momento che 80 paesi hanno firmato il piano dell' Ocse per l'abolizione del segreto bancario. - ribadisce il deputata PD - Ed è stata l'Italia, insieme alla Germania, a trattare per far saltare il segreto bancario. L'Italia ha anche firmato 17 accordi bilaterali che anticipano gli effetti del piano. Il gettito permette di evitare le accise sui carburanti ma anche di ricavare 2 miliardi che serviranno a ridurre le imposte per le imprese, quelle sugli imbullonati, per la decontribuzione dei nuovi assunti a tempo indeterminato".
"Questo provvedimento è un nuovo tassello della strategia per disegnare un nuovo fisco. - conclude Causi - Più trasparenza e nuovi strumenti di contrasto all'evasione. Insomma, i tempi stanno cambiando".

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