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Unioni civili, Chiti (PD): Area popolare non si arrocchi su rifiuto a prescindere

"Gli opposti estremismi bloccarono nel 2007 la legge per le unioni civili del governo Prodi, che allora si chiamava 'Dico'. Mi auguro che i gruppi parlamentari di Alleanza popolare che fanno parte della maggioranza di governo - non vogliano arroccarsi in posizioni di rifiuto del confronto", così in una nota Vannino Chiti dal Partito Democratico.

"Gli opposti estremismi bloccarono nel 2007 la legge per le unioni civili del governo Prodi, che allora si chiamava 'Dico'. La storia dei diritti in Italia avrebbe avuto un altro corso. Oggi si deve approvare - ormai è ineludibile - una legge che affronti il tema delle garanzie e delle uguaglianze dovute alle coppie di fatto, etero e omosessuali. In questa legge è venuta a collocarsi anche la questione delle adozioni. Si può condividere e magari proporre una diversa, più rigorosa e delimitata formulazione, oppure si può preferire uno stralcio per affrontarla in una complessiva riforma delle adozioni. Si può scegliere che il Parlamento fissi riferimenti precisi approvando una legge delega al governo. Quello che mi appare inaccettabile sono posizioni che annunciano, come fa il senatore Gaetano Quagliariello, voti contrari a prescindere" spiega Vannino Chiti in una nota.
"Dietro queste impostazioni non si lavora certamente per ricercare soluzioni coerenti con l'affermato bene comune ma più semplicemente, e vorrei dire illusoriamente, - afferma il senatore PD - per inseguire modeste speranze elettorali. Le piazze, sia quella delle famiglie arcobaleno che del Family Day, non vanno ignorate ma neppure strumentalizzate con letture oltretutto acritiche".
"Mi auguro che i gruppi parlamentari di Alleanza popolare - che fanno parte della maggioranza di governo - non vogliano arroccarsi in posizioni di rifiuto del confronto e non facciano mancare la disponibilità ad assumere comportamenti responsabili. - conclude l'esponente dem - Altrettanto mi auguro che questa scelta sia fatta propria senza ambiguità dai gruppi parlamentari di opposizione: qui non è in gioco il governo né può esservi spazio per calcoli o trappolette. Qui è chiamata in causa la capacità del Parlamento di approvare una buona legge con le più ampie convergenze possibili. Questo ci chiede il paese: non pregiudiziali, bizze estremistiche, strumentalità."

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