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Treni: più tecnologia come il blocco automatico per maggiore sicurezza, chiede Meta (PD)

"Due milioni di pendolari pagano già un prezzo alto in termini di qualità, costi ed efficienza; nell'attesa che la cura del ferro avviata dal ministro Graziano Delrio produca i propri effetti, occorre fare in modo che almeno la sicurezza sia uguale per tutti", illustra in una nota l'esponente dem Michele Meta.

"Due milioni di pendolari pagano già un prezzo alto in termini di qualità, costi ed efficienza; nell'attesa che la cura del ferro avviata dal ministro Graziano Delrio produca i propri effetti, occorre fare in modo che almeno la sicurezza sia uguale per tutti" dichiara Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti della Camera.

"La rete secondaria costituisce, in Italia, circa un sesto del totale e ha bisogno degli stessi standard applicati negli altri cinque sesti, quelli sotto il controllo dell'Agenzia nazionale per la sicurezza nelle ferrovie: l'obiettivo del 2019 non può dunque essere mancato, e nei tre anni che restano dovremo sforzarci di alzare il livello della sicurezza nelle tratte utilizzate ogni giorno da chi va a scuola o al lavoro. - chiarisce - La sicurezza ruota attorno a tre fattori: l'uomo, le regole e la tecnologia."

"Proprio la tecnologia, con strumenti come il blocco automatico, riesce in modo infallibile a fare in modo che l'errore umano non causi tragedie; l'Italia è all'avanguardia nel know how, perché produce ed esporta sistemi di segnalamento e di controllo del traffico, ma deve ora estenderne l'applicazione anche alle linee delle ferrovie ex concesse e ai tratti a binario unico in cui non è ancora presente" precisa il deputato PD.

"Il trasporto pubblico locale non era mai stato al centro del dibattito politico come in questi due anni: - assicura comunque - lo confermano le cifre stanziate nell'ultima finanziaria (a cui si aggiungono i fondi europei, che per il 75 per cento sono destinati proprio al Sud) e i vari decreti del governo in cui il tema è presente."
"Se strumentalizzazione e sciacallaggio sono squallidi di per sé, diventano addirittura inconcepibili quando il bersaglio è un ministro che ha avviato una fase nuova e che ha assunto pubblicamente degli impegni notevoli: - denuncia quindi Meta - compito del Parlamento, ed è quello che la Commissione da me presieduta sta già facendo, è dunque quello di aiutare il processo in atto".

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