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Stato versa 107 milioni di euro per saldare debiti l'Unità. Confedercontribuenti: PD rimborsi

Lo Stato ha versato nei giorni scorsi 107 milioni di euro per saldare i debiti de l'Unità, organo del Partito democratico. Confedercontribuenti chiede quindi ai "parlamentari del PD di versare una quota ciascuno per rimborsare allo Stato affinché siano riutilizzati in favore dei cittadini bisognosi".

"Una leggina del 1998 costa oggi ai cittadini italiani 107 milioni di euro" sottolinea in una nota Confedercontribuenti, bollando quindi come "immorale" la copertura dei vecchi debiti de l'Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci ed oggi organo del Partito democratico. Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti, spiega: "Questa leggina del 1998 stabiliva l'estensione della garanzia dello Stato già vigente sui debiti degli organi di partito ai debiti del partito che si faceva carico dell'esposizione del proprio giornale con le banche. Una norma scritta su misura per il quotidiano dei DS. - e denuncia - Così tocca ai contribuenti ripianare i debiti dei Democratici di sinistra: 107 milioni di euro, versati dallo Stato nei giorni scorsi. Ma il problema poteva riguardare qualsiasi altra testata di partito". La confederazione chiede quindi la premier-segretario Matteo Renzi "di intervenire e cancellare questa legge e chiedere a tutti i parlamentari del PD di versare una quota ciascuno per rimborsare allo Stato le somme che sono serviti a ripianare i debiti, affinché siano riutilizzati in favore dei cittadini bisognosi".

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