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Scandalo Mose: Orsoni "scomunicato" da PD si dimette da sindaco di venezia

Dopo la revoca degli arresti domiciliari, Giorgio Orsoni, rimasto implicato nello scandalo Mose, si dimette da sindaco di Venezia. Le dimissioni sono un "gesto politico", ed arrivano dopo la "scomunica" di Orsoni da parte del Partito Democratico.

Dopo la revoca degli arresti domiciliari, Giorgio Orsoni, rimasto implicato nello scandalo Mose, si dimette da sindaco di Venezia. In molti nel PD chiedevano un passo indietro di Orsoni, come per esempio il senatore Francesco Russo che in una intervista a La Stampa sottolineava che il patteggiamento a 4 mesi equivale ad una "ammissione di responsabilità" e ciò rendeva quindi Orsoni "incompatibile con la carica di sindaco". Giorgio Orsoni annuncia le sue dimissioni in una lettera, dove però denuncia: "Dopo il chiarimento ottenuto con i magistrati inquirenti e la reimissione nella carica, conseguenza della revoca del provvedimento restrittivo nei miei confronti, mi sono messo a disposizione del Consiglio per individuare un percorso amministrativo che consentisse di perfezionare quegli atti urgenti necessari nell'interesse dei cittadini. Le reazioni, per lo più opportunistiche ed ipocrite di singoli esponenti, anche appartenenti a quella maggioranza che sino ad ora ha sostenuto la mia Giunta, mi hanno convinto che non sussistono neppure le condizioni minime per un percorso amministrativo per l'approvazione di atti urgenti, a meno di una forte presa di responsabilità da parte del Consiglio. E' perciò che ho deciso di presentare le mie dimissioni dalla carica di Sindaco. - concludendo - Con grande amarezza concludo questo mio mandato, certo di aver sempre operato nell'interesse della Città e dei suoi cittadini". La decisione di Orsoni arriva dopo la "scomunica" da parte del Partito Democratico. Debora Serracchiani, vice segretario nazionale Pd e governatore del Friuli Venezia Giulia e Roger De Menech, segretario regionale del Pd Veneto avevano infatti chiesto ad Orsoni di "offrire le sue dimissioni", sottolineando come il PD avesse "maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché Orsoni prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia".

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