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Rosy Bindi si dimette da presidente PD, ma lettera risale a 10 aprile

Rosy Bindi si dimette da Presidente del PD. Rosy Bindi chiede "scusa a tutti per quanto è successo in questi giorni e, in particolare, a Franco Marini" ma rivela che la lettera di dimissioni risale al 10 aprile. "Non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal PD in questi giorni" aggiunge la Bindi, dopo il flop di Romano Prodi, che ritira la propria candidatura per il Quirinale.

E' bufera nel Partito Democratico. Romano Prodi ritira la sua candidatura per il Quirinale dopo che al quarto scrutinio ha preso oltre 100 voti in meno di quelli previsti. Nichi Vendola assicura che tra i franchi tiratori non ci sono gli elettori di SEL, che hanno reso riconoscibile il loro voto scrivendo "R. Prodi". "I nostri voti ci sono tutti - sottolinea Nichi Vendola - i responsabili sono da ricercare all'interno del PD". E chi vuole sapere i nomi dei responsabili, e dello sfacelo del PD, è anche Romano Prodi che chiede "a chi ha portato a tutto questo di assumersi le sue responsabilità". Responsabilità "della cattiva prova offerta dal PD in questi giorni" che non intende portare su di sé Rosy Bindi, che si dimette dalla Presidenza dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico. Rosy Bindi rivela però che la lettera di dimissioni da Presidente del PD era stata consegnata a Pier Luigi Bersani "il 10 aprile". "Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo - spiega Rosy Bindi - Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal PD in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle Istituzioni e del Paese". Intervistata da Sky Tg24, lasciando l'assemblea dei grandi elettori prima del voto a Romano Prodi, aveva sottolineato: "Volevo chiedere a tutti scusa per quanto è successo in questi giorni e, in particolare, a Franco Marini. Credo che la sua storia non meritasse quello che è successo". Ora bisognerà aggiungere le scuse anche a Romano Prodi.

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