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Riforma partiti, Piccione: M5S non riceve finanziamenti perché non ha requisiti democratici, non per rinuncia

"Siamo soddisfatti perché con questa legge viene messa in condizioni di efficienza la Commissione di garanzia sui rendiconti dei partiti politici. Si aumenta, infatti, il numero dei componenti, che potranno dedicarsi in via esclusiva ai compiti di controllo loro affidati dalla legge", così in un comunicato Teresa Piccione, rappresentante del PD .

"Siamo soddisfatti perché con questa legge viene messa in condizioni di efficienza la Commissione di garanzia sui rendiconti dei partiti politici. Si aumenta, infatti, il numero dei componenti, che potranno dedicarsi in via esclusiva ai compiti di controllo loro affidati dalla legge. Si consente così ai partiti di accedere a quello che rimane dei rimborsi elettorali, che scompariranno nel 2017, per garantire la loro attività politica sui territori e si ribadisce che la cassa integrazione per i lavoratori dei partiti è estesa anche alle strutture locali che abbiano autonomia finanziaria" annuncia Teresa Piccione, relatrice del provvedimento.
La deputata del PD osserva quindi: "Non è assolutamente vero che questa legge tolga i controlli, né tantomeno che ristabilisca il finanziamento pubblico. - aggiungendo - Le donazioni liberali raccolte dal Pd attraverso il 2 per mille premiano la nostra scelta, che va nel senso della trasparenza e della consapevolezza dei cittadini". Piccione infine conclude: "Chi dice di aver rinunciato ai soldi pubblici, in effetti non può accedervi perché non ha i requisiti democratici e statutari previsti dalla legge", riferendosi al MoVimento 5 Stelle. Ed infatti Beppe Grillo nel 2013 aveva annunciato che il M5S non si sarebbe ripresentato alle elezioni se fosse passata la riforma dei partiti politici.

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