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Riforma giustizia, Ermini (PD): norma 3 mesi non tocca tempo indagini

"Morosini fa una affermazione piuttosto drastica: nella nostra proposta non viene penalizzato proprio un bel niente. Il tempo di tre mesi, infatti, decorre solo dopo, e sottolineo dopo, la chiusura delle indagini", così in una nota David Ermini, responsabile giustizia del PD, replicando al consigliere del CSM che ha definito "una soluzione miope" l'emendamento al ddl di riforma del processo penale.

Il consigliere del CSM Piergiorgio Morosini ha definito "una soluzione miope" l'emendamento al ddl di riforma del processo penale che dà al pm un tempo massimo di 3 mesi per decidere l'archiviazione o il rinvio a giudizio di un procedimento. David Ermini, responsabile giustizia del PD, sostiene che quello di Morosini "è un giudizio affrettato e infondato" e spiega in una nota: "Nella nostra proposta non viene penalizzato proprio un bel niente. Il tempo di tre mesi, infatti, decorre solo dopo, e sottolineo dopo, la chiusura delle indagini. Il tempo di tre mesi ci sembra congruo. Bisogna infatti tener conto che nel momento in cui si notifica la chiusura delle indagini secondo l'articolo 415 bis del codice di procedura penale, si ipotizza già, sulla base degli elementi raccolti, un determinato reato. - ammettendo - Si può semmai ipotizzare, per i processi particolarmente difficili e complicati per il tipo di reati e il numero degli indagati, una richiesta di allungare i tempi al Procuratore generale". Ermini assicura quindi che "in questo senso abbia già valutato una possibilità di doppio binario che però vorremmo rimettere all'Aula. Per tutti gli altri casi non c'è motivo per allungare ancora quel tempo."

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