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Riforma Rai, Peluffo (PD): la Gasparri pessima, ora Cda per poter lavorare

"Ci vuole la faccia tosta di Gasparri per attaccare il Presidente del Consiglio sulla riforma della Rai. Quando Renzi ha lanciato il progetto lo ha fatto con l'idea di modernizzare un'azienda e svincolarla dal giogo della politica sotto il quale proprio la pessima legge Gasparri l'aveva relegata, con buona pace di tutti i suoi alleati, qualcuno anche in un mai risolto conflitto di interessi", spiega in una nota l'esponente PD Vinicio Peluffo.

"Ci vuole la faccia tosta di Gasparri per attaccare il Presidente del Consiglio sulla riforma della Rai. Quando Renzi ha lanciato il progetto lo ha fatto con l'idea di modernizzare un'azienda e svincolarla dal giogo della politica sotto il quale proprio la pessima legge Gasparri l'aveva relegata - sottolinea in un comunicato Vinicio Peluffo -, con buona pace di tutti i suoi alleati, qualcuno anche in un mai risolto conflitto di interessi. Il Parlamento ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario per approfondire e verificare la praticabilità della proposta del Governo. Ma questi tempi, e lo sappiamo, non sempre sono compatibili con i tempi della gestione pratica di un'azienda. La Rai è una grande industria culturale e ha bisogno di essere guidata per consentirle di stare sul mercato, di affrontare la prossima programmazione e di pianificare il suo sviluppo. Per questo il Ministero, che ha anche ruolo supervisore, ha sollecitato gli organismi competenti al rinnovo del Cda"
"Questo, se lo metta bene in testa Gasparri, non archivia la riforma; dà semmai respiro a un disegno di più ampio di crescita e sviluppo della Rai" commenta infine nella nota il deputato PD, capogruppo in Commissione di Vigilanza Rai.

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