le notizie che fanno testo, dal 2010

PD, Russo: dopo riforma, Senato non diventi solo un "dopolavoro"

Il PD si spacca in merito alla riforma del Senato che verrà presentata oggi da Matteo Renzi in Consiglio dei Ministri. In un documento promosso dai senatori del PD Francesco Russo, Massimo Caleo, Valeria Cardinali, Stefano Esposito, Rosanna Filippin e Stefano Vaccari, si chiede al governo di provare "ad evitare il rischio di un eccesso di 'dopolavorismo' che renderebbe il Senato soltanto una nuova e forse meno efficiente conferenza Stato-Regioni".

"In modo autorevole e assolutamente condivisibile il presidente Pietro Grasso ha ricordato che il nuovo Senato, pur modificato profondamente nelle sue funzioni e liberato dal compito di dare la fiducia al Governo, deve poter mantenere un profilo qualificato, funzioni in gran parte diverse dalle attuali ma altrettanto decisive per favorire, ad esempio, un più armonico rapporto fra governo centrale e sistema delle autonomie" si legge nel documento promosso dai senatori del PD Francesco Russo, Massimo Caleo, Valeria Cardinali, Stefano Esposito, Rosanna Filippin e Stefano Vaccari, già promotori due settimane fa, sullo stesso tema, del documento dei 25 sottoscritto da un gruppo trasversale di senatori del Partito Democratico. Il PD si spacca, quindi, in merito alle riforme costituzionali che Matteo Renzi porterà oggi in Consiglio dei Ministri. I senatori democratici annunciano quindi che leggeranno "senza pregiudizi il testo che uscirà da palazzo Chigi e, - prosegue la nota - senza perdere neppure un giorno più del necessario, proporremo le eventuali modifiche necessarie a far sì che le nuove istituzioni possano avere l'ambizione di lavorare al meglio per i prossimi 70 anni così come quelle consegnateci dai padri costituenti". I senatori del PD chiariscono quindi: "Solo dopo aver deciso i compiti che è necessario far svolgere alla nuova Assemblea di palazzo Madama valuteremo, ad esempio, quale sia la scelta migliore rispetto alla composizione del Senato senza stravolgere le decisioni della direzione del PD ma provando ad evitare il rischio che sembra trasparire dall'attuale proposta di un eccesso di 'dopolavorismo' che lo renderebbe soltanto una nuova e forse meno efficiente conferenza Stato-Regioni".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: