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PD, Russo: M5S basta insulti e combattiamo insieme infiltrazioni mafiose

"Credo che il successo del mio post derivi dal fatto che, a differenza di altri commenti, trasmette un messaggio positivo, invita al dialogo e all'azione comune", così in una nota Francesco Russo, senatore PD, dopo le molte condivisioni alla lettera aperta su Facebook al MoVimento 5 Stelle sulla vicenda delle infiltrazionui mafiose a Quarto.

"Credo che il successo del mio post derivi dal fatto che, a differenza di altri commenti, trasmette un messaggio positivo, invita al dialogo e all'azione comune" precisa il senatore del PD Francesco Russo dopo le molte condivisioni alla lettera aperta su Facebook al MoVimento 5 Stelle sulla vicenda delle infiltrazionui mafiose a Quarto.
"E' vero, - precisa - sono stufo di subire le aggressioni grilline, non condivido buona parte della loro azione politica e non mi piace il loro modo di agire e di comunicare ma allo stesso tempo sono convinto che sia sbagliato ripagarli con la stessa moneta. Loro ci apostrofano come mafiosi e io sorrido: come loro sono un senatore di primo mandato, non sono né indagato né mai stato condannato e come loro verso una parte del mio stipendio ogni mese per finanziare start up di giovani imprenditori".
"Le mele marce, purtroppo, ci sono da una parte e dall'altra, vanno isolate e allontanate. Così come esistono - ed è giusto ricordarlo - anche tantissimi politici onesti che lavorano bene e con passione sia nel PD, sia nel M5S, sia negli altri partiti che compongono l'arco parlamentare" osserva il parlamentare dem, aggiungendo: "Una speranza per i prossimi mesi? Mi piacerebbe che si abbassassero i toni e si parlasse più di contenuti e meno per slogan. C'è bisogno di gareggiare insieme per combattere le infiltrazioni mafiose, non di fare a gara a chi scredita di più l'altro. Smettendola di urlare, insultare o scadere in reazioni scomposte."
"Altrimenti l'unico risultato che otterremo sarà quello di screditare ancor di più la politica agli occhi dei cittadini. - conclude Russo - Facendo, ancora una volta, il gioco delle organizzazioni criminali".

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