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PD, Morani: multe M5S per dissidenti ricordano dimissioni in bianco

"La 'multa per dissenso' che valore legale ha? Sembra tanto la pratica odiosa delle dimissioni in bianco, che costringeva le donne ad abbandonare il posto in caso di gravidanza", dal PD una dichiarazione di Alessia Morani contro la proposta di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

"Il vero problema del grillismo è che si dimostra in ogni occasione un movimento immaturo, incapace di fare i conti con la realtà, incoerente fino all'inverosimile e dannoso non solo per se stesso ma per i tanti cittadini onesti che hanno riposto la loro fiducia in una promessa mancata. Basti prendere il caso delle multe per chi dissente: ma possibile che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non riescano a formare una classe dirigente in grado di portare avanti un programma politico? Davvero bisogna avere la patente del grillino doc, duro e puro, giurando fedeltà alle regole del movimento nemmeno si entrasse in una clausura?" domanda la deputata del PD Alessia Morani in una nota.

"Ai vertici del direttorio voglio dire una cosa: la politica è apertura e scambio, altrimenti è un'organizzazione paramilitare, una monarchia, una dittatura. - prosegue la parlamentare - E' il passato che ritorna: cosa ha a che fare con il cambiamento? Oltretutto la 'multa per dissenso' che valore legale ha? Sembra tanto la pratica odiosa delle dimissioni in bianco, che costringeva le donne ad abbandonare il posto in caso di gravidanza. Una norma illegale che il PD con il Jobs Act ha cancellato, così come è nostra intenzione oggi tutelare la dignità della politica portando avanti un confronto che conduca alla piena attuazione di una legge sui partiti, secondo l'articolo 49 della Costituzione".

"E poi c'è il caso di Federico Pizzarotti che a Parma governa con una maggioranza spaccata in tre: cosa facciamo? Lo cacciamo? Dicano la verità Grillo e Casaleggio: come mai il sindaco di Parma resta al suo posto nonostante le aperte distanze dai vertici? - osserva l'esponente dem - Non sarà che quando si governa è agli elettori che bisogna rendere conto, e solo a loro, e non a due persone che pensano di telecomandarne centinaia come se fosse un piccolo esercito di alieni?". "La verità è che purtroppo i Cinquestelle sono un bluff: partiti come rivoluzionari si sono arenati alla prova dei fatti. - conclude Morani - Basta vedere come hanno governato a Quarto, Gela, Livorno e quanto sta accadendo a Parma e Bagheria. Ora, per recuperare, tentano una manovra tecnicamente illegale. Non è con tassando il dissenso che si costruisce il futuro di un Paese".

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