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PD, Ferranti: non scambiare diritto all'affettività con sesso in carcere

"Sarebbe buona cosa non strumentalizzare una tematica complessa e delicata come il diritto all'affettività dei detenuti riducendola a una questione di sesso in carcere: il problema è ben più serio e investe il rispetto della dignità umana e la necessità di garantire accettabili e non umilianti condizioni di vita negli istituti di pena", spiega in una nota Donatella Ferranti, deputata del PD.

"Sarebbe buona cosa non strumentalizzare una tematica complessa e delicata come il diritto all'affettività dei detenuti riducendola a una questione di sesso in carcere: il problema è ben più serio e investe il rispetto della dignità umana e la necessità di garantire accettabili e non umilianti condizioni di vita negli istituti di pena" precisa Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, replicando alle critiche di alcuni esponenti delle Lega Nord intervenuti in merito all'audizione in videoconferenza di due detenuti dal carcere di Padova.
La deputata del PD però chiarisce: "E' un'audizione innovativa per le modalità che abbiamo deciso a maggioranza di tre quarti dei componenti in ufficio di presidenza, perché ci sembra importante, nell'ambito dell'istruttoria su diverse proposte di legge che riguardano il diritto all'affettività, conoscere più nel dettaglio il modello operativo virtuoso sperimentato nel carcere di Padova. - aggiungendo - Il riconoscimento del diritto all'affettività dei reclusi è contenuto già nei principi di delega per la riforma dell'ordinamento penitenziario che abbiamo di recente approvato alla Camera votando la riforma del processo penale".
L'esponente dem bolla quindi come "propaganda e banalità l'idea che si voglia trasformare le celle in bordelli: - osservando - il diritto all'affettività non coinvolge solo i detenuti ma si estende a tutte quelle persone, dal coniuge ai figli e ai familiari, con cui vi è un rapporto d'amore che il carcere non può e non deve spezzare e che può invece favorire il recupero e il reinserimento. Ciò che va approfondito e verificato, in definitiva, sono le modalità per consentire la continuazione delle relazioni affettive esistenti prima della detenzione senza tuttavia pregiudicare le esigenze di sicurezza."

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