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PD, Fasiolo: tutelare marchio vitigno rosso Terrano, serve Doc transfrontaliera

"Il ministero delle Politiche Agricole ha chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia il cambio di denominazione del vitigno rosso Terrano perchè risulta che la Slovenia abbia già depositato lo stesso marchio e i viticoltori italiani non sarebbero quindi autorizzati ad utilizzarlo", comunica in una nota la senatrice del PD Laura Fasiolo.

"Il ministero delle Politiche Agricole ha chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia il cambio di denominazione del vitigno rosso Terrano perchè risulta che la Slovenia abbia già depositato lo stesso marchio e i viticoltori italiani non sarebbero quindi autorizzati ad utilizzarlo. Questo dispiace molto perché il Terrano è una varietà presente nelle nostre aree già dai tempi di Carlo V d'Asburgo e in letteratura sono riportati studi per la caratterizzazione del Terrano e del suo areale dal Carso goriziano alla ex-Jugoslavia" ricorda in una nota l'esponente PD Laura Fasiolo.
La senatrice dem, presentando un'interrogazione al ministro delle Politiche Agricole, prosegue: "Per questo chiedo al ministro Martina di mettere in campo soluzioni definitive per tutelare il patrimonio agroalimentare italiano e, in questo caso, il Terrano del Carso, magari istituendo una Doc transfrontaliera che consentirebbe quindi di poter utilizzare il marchio terrano anche nel nostro Paese."
La Fasiolo chiede inoltre di "mettere a disposizione del distretto vitivinicolo del Carso, potenziando la struttura Crea già presente a Gorizia, una struttura laboratoriale in cui sostenere attività di ricerca e anche di sperimentazione transfrontaliera, localizzata nel cuore di un'area viticola rinomata a livello internazionale e dotata di un considerevole e diffuso know-how vitivinicolo."
"Questo episodio mette in evidenza la necessità di prestare una particolare attenzione alle tematiche agricole e ambientali delle aree confinarie che hanno bisogno di una maggiore flessibilità sulle denominazioni dei loro prodotti per prevenire ed evitare alcuni contenziosi internazionali, arrivando a superare le rigide definizioni dei confini nazionali" conclude infine la parlamentare.

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