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PD, Borghi: truffe alpeggi, andare a fondo per eliminare ogni frode

Enrico Borghi, capogruppo del PD in commissione Ambiente della Camera e presidente dell'intergruppo per lo sviluppo della montagna, commenta gli esiti dell' "operazione Heidi", la truffa degli alpeggi scoperta dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale di Cuneo, affermando: "Dopo gli arresti in Piemonte, necessario andare a fondo ed eliminare ogni altra frode".

"Dopo gli arresti in Piemonte, necessario andare a fondo ed eliminare ogni altra frode. Ci rimettono le aziende agricole oneste che tengono vivo il territorio con passione e determinazione" afferma Enrico Borghi, capogruppo del PD in commissione Ambiente della Camera e presidente dell'intergruppo per lo sviluppo della montagna, commentando gli esiti dell' "operazione Heidi". Borghi sottolinea infatti che "la truffa degli alpeggi scoperta dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale di Cuneo, con arresti e indagati in tutto il nord-Italia, rappresenta l'ennesimo enorme danno per tutto il sistema agricolo piemontese, nonché per l'intero comparto economico delle Terre Alte e per centinaia di imprenditori onesti. - denunciando - Lucrare su territorio, beni ambientali, paesaggistici, confidando nel mancato controllo delle autocertificazioni è certamente da condannare". Il deputato del PD prosegue: "La magistratura farà il suo percorso e le indagini dovranno fare chiarezza su tutte le pratiche poco chiare, sulle frodi, sui pascoli affittati da imprese agricole che hanno le sedi distanti anche mille chilometri dai luoghi dove gli animali dovrebbero essere condotti. - sottolineando - Mi unisco alle richieste di chi pretende una migliore organizzazione del sistema della Pac (Politica agricola comunitaria), dove questa tocca appunto alpeggi, pascoli e monticazione, garantendo che gli incentivi vadano a imprenditori veri e seri che concepiscono il territorio come elemento centrale della produzione e non come colonia da sfruttare". Il capogruppo dem evidenzia però: "c'è da risolvere il problema degli affitti altissimi, di alpeggi privati in particolare, che non permettono alle imprese del territorio di affittare le aree dove condurre mandrie e greggi. Non solo. Questo fenomeno di aumento delle richieste economiche per l'affitto ha generato negli ultimi anni fenomeni di speculazione, penalizzando i veri allevatori, creando un vero mercato nazionale - non senza il rischio di infiltrazioni malavitose - che va bloccato". Enrico Borghi si appella quindi ai "Comuni montani di evitare aumenti e verificare, per quanto nelle loro possibilità, il reale utilizzo di pascoli e alpeggi, a vantaggio anche della manutenzione del territorio e della prevenzione del dissesto, e alle Regioni di aprire un confronto con enti locali e organizzazioni di categoria per programmare al meglio i futuri fondi del Psr", concludendo: "Si tratta di temi chiave per la montagna che vuole ricostruire un tessuto economico. È evidente che i controlli della Guardia di Finanza come del Corpo forestale devono essere efficaci ed eliminare ogni tentativo di truffa".

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