le notizie che fanno testo, dal 2010

PD, Bordo: UE abbandoni ingegneria istituzionale

"Piuttosto che continuare a esercitarci su proposte di ingegneria istituzionale, allora, sarebbe più utile partire da un'onesta constatazione dei limiti e dei ritardi che l'Europa ha accumulato negli ultimi venti anni", dal Partito Democratico la posizione di Michele Bordo.

"L'Europa pesa sempre di meno a livello globale, sia politicamente che economicamente e preoccupa la scarsa consapevolezza, nelle classi dirigenti europee, della gravità della situazione. Eppure i segnali di disagio dei cittadini europei sono sempre più frequenti. L'UE non è in grado di uscire dalla spirale autolesionistica in cui si è relegata a causa dell'incapacità di interpretare e comprendere con la dovuta rapidità i segnali di cambiamento e di aggiornare le sue politiche" osserva in una nota Michele Bordo, presidente della Commissione per le Politiche UE.
"Se a questo si aggiunge l'assurda tendenza a esasperare i conflitti interni e l'abbandono della solidarietà tra Paesi membri, non può stupire se l'effetto prodotto è la crescita della disaffezione nei confronti del progetto europeista e l'aumento esponenziale delle spinte populiste. - prosegue - L'integrazione europea non si realizza unificando le cariche di Presidente del Consiglio europeo e della Commissione e neanche istituendo un ministro delle Finanze europeo o introducendo nuove procedure sul controllo di sussidiarietà".
"L'integrazione - chiarisce il deputato PD - passa attraverso la realizzazione di politiche che avvicinino i Paesi, promuovendone la crescita, valorizzandone le specificità e non riproducendo meccanicamente modelli che si adattano, e neanche alla perfezione, solo ad alcuni Stati. Piuttosto che continuare a esercitarci su proposte di ingegneria istituzionale, allora, sarebbe più utile partire da un'onesta constatazione dei limiti e dei ritardi che l'Europa ha accumulato negli ultimi venti anni al fine di mettere in discussione, ed eventualmente abbandonare, azioni rivelatisi inefficaci e strategie poco produttive ripensando al ruolo dell'UE in termini più ambiziosi. In caso contrario il processo di rilancio dell'UE rischia di arrestarsi. Ma un'alternativa non l'abbiamo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: