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Migranti: nel 2016 costeranno 2 miliardi. Fasiolo (PD): snellire procedure abbatte costi

Presso il comitato bicamerale Schengen Pier Carlo Padoan rivela che per il 2016 aumenteranno le spese per i migranti, pari a 4 miliardi di cui il 50% verrà utilizzato solo per l'accoglienza. "Snellire le procedure e investire sulle commissioni territoriali significa sapere in modo più celere chi ha diritto di asilo e quindi abbattere i costi per l'ospitalità e per la sicurezza" psserva Laura Fasiolo del PD.

Il semplificare le procedure per la richiesta di asilo e l'investire sulla messa in sicurezza delle caserme è una "questione assai sentita in Friuli Venezia Giulia" assicura in un comunicato Laura Fasiolo, precisando che dall'audizione al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan presso il comitato bicamerale Schengen "sono emersi dati sui costi del fenomeno migratorio per l'Italia, impegnata soprattutto nella prima accoglienza e considerata dai migranti solo un paese di transito a causa della scarsa offerta di lavoro".
La senatrice del PD spiega: "Per l'Italia si tratta di costi in crescita, che passeranno dai 3,3 miliardi di euro per il 2015, circa lo 0,2% del PIL, a 4 miliardi per il 2016. - specificando - L'accoglienza comporta il 50% delle spese; il resto (25%) è destinato alla sicurezza, alla sorveglianza delle frontiere e alla vigilanza interna, alle commissioni territoriali, alle ASL per l'assistenza".
Per questo Fasiolo evidenzia: "Snellire le procedure e investire sulle commissioni territoriali significa sapere in modo più celere chi ha diritto di asilo e quindi abbattere i costi per l'ospitalità e per la sicurezza. Allo stesso tempo, investire sulle caserme come hub di accoglienza può comportare un beneficio per i comuni, che potranno in futuro disporre di strutture da adibire ad altri scopi. - concludendo - Questione che fa riflettere, poi, è quella relativa al transito. Altri paesi europei mettono meglio a frutto gli investimenti sui migranti, che diventano forza lavoro giovane e quindi concorrono all'aumento del PIL. Per l'Italia purtroppo non è così, perché gli immigrati puntano ad altre destinazioni finali."

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