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Migranti, Bordo (PD): Consiglio UE non si limiti ai "richiami", attui politica comune

"La gestione dei flussi migratori è l'esempio delle incertezze accumulate dall'Ue in questi mesi. Il Consiglio europeo non potrà limitarsi a richiamare la Grecia al puntuale adempimento degli impegni sul riconoscimento dei migranti", dal PD un comunicato di Michele Bordo.

"La gestione dei flussi migratori è l'esempio delle incertezze accumulate dall'UE in questi mesi: è pressoché inattuato il programma di ricollocazione degli immigrati e bloccato il progetto di aggiornamento del Regolamento di Dublino, necessari per ridurre le difficoltà cui sono esposti i Paesi di frontiera come l'Italia e la Grecia. Il principio della solidarietà nelle politiche migratorie e di asilo, affermato nei Trattati e contenuto nell'Agenda sulla migrazione, è rimasto lettera morta. L'unica preoccupazione di alcuni sembra essere quella di bloccare l'arrivo dei migranti nei Paesi del Nord Europa" sottolinea in una nota Michele Bordo, deputato del PD.
Il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera quindi prosegue: "L'Italia ha dovuto attendere a lungo, con enormi sforzi organizzativi ed economici, prima che l'Unione europea si assumesse la responsabilità di un controllo delle frontiere marittime del Mediterraneo centrale. Anche per queste ragioni, - conclude - il Consiglio europeo non potrà limitarsi a richiamare la Grecia al puntuale adempimento degli impegni sul riconoscimento dei migranti e il controllo delle frontiere esterne, ma dovrà ribadire che la gestione di questa emergenza non può non basarsi su una politica comune e su responsabilità condivise da parte di tutta l'Europa".

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