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Maxi sequestro finto olio italiano. PD, Cenni: applicare le norme

"L' ennesimo sequestro ci conferma quanto sia pesante la contraffazione dell'olio del nostro Paese e di quanto faticosa sia l'attività dei produttori che continuano a fare i conti con una invasiva concorrenza slealmente esercitata dall'economia della contraffazione", così in una nota Susanna Cenni dal Partito Democratico.

"L' ennesimo sequestro ci conferma quanto sia pesante la contraffazione dell'olio del nostro Paese e di quanto faticosa sia l'attività dei produttori che continuano a fare i conti con una invasiva concorrenza slealmente esercitata dall'economia della contraffazione - comunica in una nota la deputata del PD Susanna Cenni -, resa ancor più penalizzante dalle difficili recenti annate olearie."
L'operazione, in codice "Mamma mia", ha consentito di bloccare la commercializzazione di oltre 2.000 tonnellate di olio extravergine di oliva falsamente fatturato italiano, per un valore di oltre 13 milioni di euro. I sequestetri hanno portato al blocco di un vasto e collaudato sistema di frode, radicato in Puglia e Calabria, nel settore oleario. Sequestri anche in Umbria presso aziende olearie, i cui proprietari risulterebbero però essere ignari acquirenti delle partite di falso olio italiano.
"Inoltre ci conferma come non ci possiamo permettere di abbassare la guardia nell'azione di contrasto e come sia importante vigilare sulla piena applicazione delle norme in vigore ( la legge 9 del 2013 ) lavorando anche per un più efficace coordinamento dell'azione di tutti i soggetti coinvolti."

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