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Ius soli, Chaouki: riforma attesa da un generazione di italiani di fatto

"Una norma di civiltà che riconosce a chi è nato e cresciuto nella penisola di potersi finalmente riconoscere cittadino a pieno titolo. - prosegue il deputato del PD - Una riforma attesa da una nuova generazione di italiani di fatto e stranieri per legge", dal PD una dichiarazione di Khalid Chaouki sulle nuove norme dello ius soli.

"Non posso nascondere oggi l'emozione e l'orgoglio per questa dichiarazione di voto a nome del Partito Democratico su un provvedimento che non esagero a definire un tassello fondamentale per il futuro del nostro Paese dopo 23 anni di attesa: la riforma della legge sulla cittadinanza per i bambini nati o cresciuti in Italia" dichiara in Aula Khalid Chaouki.
"Una norma di civiltà che riconosce a chi è nato e cresciuto nella penisola di potersi finalmente riconoscere cittadino a pieno titolo. - prosegue il deputato del PD - Una riforma attesa da una nuova generazione di italiani di fatto e stranieri per legge: chi nasce e cresce in Italia sarà italiano grazie al cosiddetto ius soli temperato per i bambini nati nel nostro Paese da genitori ormai radicati in Italia e lo ius soli culturae per coloro che sono arrivati in Italia sotto i 12 anni e hanno frequentato almeno per cinque anni la scuola italiana". Chaouki ribadisce: "Sono norme di civiltà che permetteranno ai figli di immigrati di considerarsi finalmente a pieno titolo figli legittimi di una madre, l'Italia, di cui sono diventati padroni della sua lingua e dei suoi mille dialetti, tifosi delle sue squadre e innamorati della sua bellezza. Questa è la storia dei nuovi italiani. Stiamo parlando di una generazione di bambini e ragazzi che popolano le scuole e gli oratori, i campi di calcio, le palestre di città e periferie. Hanno nomi, origini e religioni diverse, ma nutrono passione e amore per l'unico Paese che hanno davvero conosciuto, l'Italia. - e conclude - Una legge che per il Partito Democratico rappresenta certamente l'inizio e non la fine di un percorso di cambiamento nella società che ci vede oggi orgogliosi di affermare nuovi diritti ma consapevoli nello stesso tempo delle nuove sfide che ci attendono".

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