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Italicum e riforma Senato, Chiti: dissidenti in tutte le forze politiche

Continua a fare pressing sulla maggioranza la fronda dei dissidenti del PD in merito alla riforma del Senato e alla legge elettorale, che aumenta di numero visto che "è ormai opinione diffusa, in tutte le forze politiche" che il patto del Nazareno non è destinato a durare, come sottolinea Vannino Chiti.

Continua a fare pressing sulla maggioranza la fronda dei dissidenti del PD in merito alla riforma del Senato e alla legge elettorale, soprattutto dopo che le posizioni degli altri partiti politici si vanno meglio delineando. Anche se i berlusconiani assicurano che il patto del Nazareno terrà, dentro Forza Italia sono in molti ad insistere per un Senato elettivo e per l'elezione diretta dei deputati. A questo, si aggiunge il fatto che al tavolo delle trattative, finora occupato solo da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, si sono seduti anche i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, che con il loro disegno di legge elettorale basato sul sistema proporzionale lancia un assist a chi ha sempre storto il naso in merito all'Italicum. Vannino Chiti infatti riflette: "E' ormai opinione diffusa, in tutte le forze politiche, che l'Italicum vada modificato, a mio avviso profondamente. - e sottolinea - Il premio di maggioranza perché sia ragionevole, deve scattare non al di sotto del 40%. La soglia di sbarramento deve essere una sola, evitando così confusione, e non superiore al 5% perché non è nemmeno immaginabile lasciare fuori dal Parlamento diversi milioni di voti. Il principio per il quale si sono sempre battute le forze progressiste è quello di allargare le basi della democrazia, non certo restringerle. Infine, le liste bloccate, seppure piu' o meno corte, devono essere spazzate via. Veniamo da tre elezioni con il porcellum e i danni sono sotto gli occhi di tutti: si è accentuato il distacco tra cittadini e istituzioni e si è affievolita l'autonomia dei parlamentari. I collegi uninominali sono la soluzione migliore e la posizione da sempre assunta dal Pd; in alternativa si può trovare un accordo sulle preferenze". Il deputato del PD quindi conclude: ''La democrazia è partecipazione e diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti: serve una buona legge elettorale per la Camera - non fantasiose invenzioni, i buoni modelli si conoscono - e il superamento del bicameralismo paritario con un Senato eletto dai cittadini in concomitanza con il voto per i consigli regionali''.

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