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Giornata contro violenza sulle donne 2015, Iori (PD): combattere analfabetismo dei sentimenti

"Quella della violenza sulle donne resta una piaga ancora aperta nel nostro Paese: occorre lavorare su più fronti, dalla prevenzione alla repressione, ma soprattutto bisogna iniziare a riflettere sul fatto che dietro questi gesti esecrabili c'è un diffuso e profondo analfabetismo dei sentimenti", così in una nota Vanna Iori, componente del Partito Democratico.

"Quella della violenza sulle donne resta una piaga ancora aperta nel nostro Paese: occorre lavorare su più fronti, dalla prevenzione alla repressione, ma soprattutto bisogna iniziare a riflettere sul fatto che dietro questi gesti esecrabili c'è un diffuso e profondo analfabetismo dei sentimenti. E' dell'incapacità di comprendere e soprattutto di gestire i propri sentimenti che risiede una causa decisiva della violenza, fisica e psicologia, sulle donne: è lì che occorre intervenire se vogliamo davvero aggredire alla radice le cause che scatenano l'ira e la traducono in violenza in determinate situazioni. L'analfabetismo della vita emotiva infatti blocca quel percorso sano e responsabile che deve portare a riconoscere le proprie emozioni negative e a riflettere su quali comportamenti si mettono in atto di conseguenza: un conto è provare un sentimento di ostilità, rabbia e aggressività, altro è tradurlo in reale aggressione fisica, fino all'omicidio" sottolinea in una nota Vanna Iori in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne 2015.
La responsabile nazionale del PD per l'infanzia e l'adolescenza sottolinea quindi: "I centri anti-violenza, così come gli sportelli d'ascolto, rivestono un'importanza fondamentale, ma la battaglia contro la violenza sulle donne non può esaurirsi nella sola dimensione legale: occorre guardare anche e soprattutto alla dimensione emotiva di questo fenomeno e lavorare sulla educazione emotiva, altrimenti nella lotta alla violenza manca un tassello fondamentale".
"Un dato sconcertante su tutti mette in evidenza quanto sia importante lavorare sull'analfabetismo dei sentimenti: 1 giovane su 3 in Italia archivia la violenza domestica come un fatto privato. - osserva la deputata dem - E' evidente che questo aspetto ha radici anche nella assuefazione alla violenza assistita in ambito domestico che li porta a sottovalutare la gravità dei comportamenti violenti in famiglia: per questo è doveroso intervenire sul piano educativo e sentimentale fin dall'infanzia e nei contesti familiari."

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