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Decreto stupefacenti, Manconi a Renzi: armonizzare il reato di 'lieve entità'

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto che che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi. Luigi Manconi, senatore del PD, scrive una lettera aperta a Matteo Renzi chiarendo che c'è la "necessità di armonizzare il nuovo reato di 'lieve entità' nel possesso di sostanze stupefacenti".

"Valuteremo in Parlamento il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri in materia di sostanza stupefacenti. Sicuramente, anche per i provvedimenti annunciati dal ministro Lorenzin nelle prossime settimane, faremo pesare l'esperienza di due generazioni che in oltre trent'anni hanno conosciuto la differenza vera tra droghe leggere e droghe pesanti" afferma in una nota Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, commentando il decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi. Luigi Manconi, senatore del PD e presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama, scrive invece una lettera aperta a Matteo Renzi dove sottolinea che "anticipazioni e illazioni evocano un ingiustificato e ingiustificabile decreto governativo finalizzato a ripristinare aspetti della legge Fini-Giovanardi cancellati dalla Corte Costituzionale: e ciò a partire dalla mancata distinzione tra le sostanze stupefacenti nel trattamento penale e sanzionatorio". "Davvero non ci posso credere - continua Luigi Manconi - e sono fiducioso che queste preoccupazioni saranno smentite dalle imminenti decisioni del Consiglio dei ministri. Lo vuole, prima di tutto, il buon senso e la ragionevolezza, oltre che tutte le evidenze scientifiche e le strategie terapeutiche e sociali". Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin precisa infatti che "per la parte penale e per una riconfigurazione dei reati" il governo rinvia "nell'arco dei 60 giorni di attuazione del decreto a un approfondimento sia in sede interministeriale che parlamentare". Il senatore del PD evidenzia invece che "ciò che è evidente e urgente è proprio la necessità di armonizzare il nuovo reato di 'lieve entità' nel possesso di sostanze stupefacenti al complesso della normativa sulle droghe così come risultante dalla sentenza della Corte" perché "appare, infatti, del tutto immotivato, sotto qualsiasi profilo - sanzionatorio così come educativo - non distinguere anche nel caso della lieve entità il trattamento delle droghe leggere da quello delle droghe pesanti". Luigi Manconi conclude la lettera indirizzata a Renzi precisando che inoltre "appare altrettanto immotivato così come appare del tutto irragionevole prevedere quasi gli stessi limiti di pena per la detenzione di enormi o di minimi quantitativi di droghe leggere".

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