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Decreto mutui, Causi (PD): M5S ha impedito chiarimenti in Commissione

"Ci sono alcune clamorose incomprensioni e inesattezze sulla questione della direttiva europea sui mutui, strumentalizzate dal M5S in modo beceramente propagandistico. Se i 5 Stelle avessero permesso alla Commissione di lavorare, i punti controversi sarebbero stati già chiariti", così in una nota Marco Causi, membro del Partito Democratico.

"Ci sono alcune clamorose incomprensioni e inesattezze sulla questione della direttiva europea sui mutui - afferma in un comunicato Marco Causi, deputato PD della Commissione Finanze -, strumentalizzate dal M5S in modo beceramente propagandistico."
"Se i 5 Stelle avessero permesso alla Commissione di lavorare, i punti controversi sarebbero stati già chiariti, e lo saranno comunque nel testo finale che verrà proposto dal Parlamento. Primo, - spiega - la possibilità di vendere o trasferire il bene oggetto di garanzia estingue il debito: se il provento della vendita è superiore al debito, la differenza viene riconosciuta al debitore; ma al contrario se il provento è inferiore nulla è dovuto in futuro da parte del debitore, e la perdita viene assorbita dal soggetto finanziatore (banca). L'ordinaria procedura di escussione tramite vendita all'asta, oltre ad essere più lunga e costosa, lascia invece il debitore con l'obbligo di pagare l'eventuale residuo. Non è una questione da niente tenendo conto della discesa dei valori immobiliari in questa fase storica. Secondo, si tratta di una facoltà pattizia, che passa comunque per una scelta da parte del debitore, ed è già presente nella normativa italiana (ad esempio nei contratti di sale and lease back), con sentenze della Cassazione che chiariscono bene la compatibilità di questo tipo di patti (patti marciani) con il divieto di patti commissori".
"Inoltre, il PD ha già proposto di introdurre nel testo alcuni importanti chiarimenti: - precisa il parlamentare - che questa facoltà possa essere introdotta solo nei nuovi contratti di mutuo; che il perito venga scelto in modo trasparente e imparziale, ad esempio dal Presidente del Tribunale; che venga precisato cosa si intende per 'inadempienza', con riferimento ad una quota congrua del debito e ad un congruo intervallo temporale di mancati pagamenti".
"Non c'è nulla di utile e sensato nel trasportare questi argomenti sul palcoscenico della politica urlata e sguaiata. - osserva quindi l'esponente dem - A otto anni dall'inizio della Grande Recessione non si tratta di favorire (ideologicamente) o i debitori o i creditori. Si tratta di trovare volta per volta le soluzioni più equilibrate e pragmatiche. Uscire velocemente dal contratto di debito, con la sua totale estinzione senza ulteriori 'code', può essere un'opportunità su cui in tanti casi gli interessi di debitori e creditori possono convergere."

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