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Cuomo (PD): offese inaccettabili a Napoli, Rai valuti se cancellare L'Arena

"Ancora una volta episodi di evidente discriminazione geografica ai danni della città di Napoli e del Mezzogiorno trovano spazio nella Tv pubblica che gode di ampio pubblico", dal Partito Democratico una dichiarazione di Vincenzo Cuomo sulla puntata L'Arena andata in onda domenica pomeriggio con ospite Matteo Salvini.

"Ancora una volta episodi di evidente discriminazione geografica ai danni della città di Napoli e del Mezzogiorno trovano spazio nella Tv pubblica che gode di ampio pubblico" denuncia in una nota Vincenzo Cuomo, senatore del PD eletto in Campania e membro della Vigilanza Rai, commentando la puntata de L'Arena andata in onda domenica pomeriggio.
"Definire 'indecorosa' una città offende un'intera Comunità così come lascia sgomenti la mala informazione che tale trasmissione ha prodotto parlando di Napoli rappresentandola esclusivamente con i soliti cliché di immondizia e camorra. - sostiene l'esponente dem - Non sono mai state affrontate questioni di merito che attengono la vita della città ed è stato evitato un confronto paritario tra le forze politiche presenti, visto che si è consentito al leghista Matteo Salvini di offendere ed insultare una città ed un popolo in quanto tali".
"Come membro di Vigilanza Rai - prosegue Cuomo - ritengo il comportamento del conduttore degno di censura da parte della dirigenza del servizio radio televisivo non essendo la prima volta che tale conduttore si sia lasciato andare con inusitata veemenza a commenti offensivi e volgari nei confronti della città di Napoli". Il parlamentare conclude: "Nel momento in cui è in atto un delicato processo di riforma della sistema radiotelevisivo che vorrebbe premiare la qualità dell'offerta e contrastare il fenomeno dell'evasione del canone questo tipo di trasmissione dichiaratamente ostile alla capitale del Mezzogiorno rappresenta un colpo duro inferto all'intera azienda. - aggiungendo - Mi auguro che essa prenda immediati e severi provvedimenti a partire dal valutare se continuare a mandare in onda certi programmi profondamente offensivi ed indegni del servizio pubblico."

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