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Cop21, Braga (PD): Italia al top nella green economy. Ma ha più morti precoci per inquinamento

"Giusto e pienamente condivisibile quanto ha affermato poco fa il Premier Renzi alla COP21 di Parigi nel suo intervento in plenaria. L'Italia può infatti prendere parte a testa alta ai negoziati partiti oggi alla ventunesima Conferenza ONU delle Parti sul clima", spiega in una nota Chiara Braga, esponente del PD, ignorando però il fatto che l'Italia ha anche il triste primato di morti precoci per inquinamento.

"Giusto e pienamente condivisibile quanto ha affermato il premier Matteo Renzi alla Cop21 di Parigi nel suo intervento in plenaria. L'Italia può infatti prendere parte a testa alta ai negoziati partiti oggi alla ventunesima Conferenza ONU delle Parti sul clima. Vantando i suoi primati in cambio ambientale e nella green economy. Il nostro Paese è sicuramente tra i primi paesi dell'Unione europea per eco-efficienza del sistema produttivo: con 104 tonnellate di anidride carbonica ogni milione di euro prodotto, mentre, ad esempio, la Germania ne immette in atmosfera 143, il Regno Unito 130. Dal 1990 a oggi ha ridotto le emissioni del 23%" dichiara in una nota Chiara Braga, deputata del PD, ignorando però il fatto che in Italia si muore di più e prima del tempo, rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea, a causa dell'inquinamento dell'aria in città. A certificarlo è l'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), spiegando che micropolveri sottili (Pm2.5), biossido di azoto (NO2) e ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), hanno causato nel 2012 rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti precoci in Italia.
Per l'esponente dem, però: "Le aziende italiane a partire da Novamont ed Enel sono poi in prima fila nella filiera della sostenibilità", assicurando: "Siamo leader nel riciclo industriale e delle biomasse. Il nostro Paese è primo al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici che, ad aprile 2015, ha raggiunto la percentuale di oltre l'11%. Infine abbiamo tagliato le importazioni dall'estero di fonti fossili, ovvero la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima: nel termoelettrico -34,2% dal 2005."
"Siamo quindi pronti - conclude Braga -, pur considerando la difficoltà del negoziato, ad un accordo vincolante da subito per mantenere la temperatura media del pianeta al di sotto della soglia di sicurezza dei 2 gradi. E' il tempo di agire ora".

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