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Cop21, Borghi (PD): ripartire dai territori protagonisti nella Green Economy

"Le parole del Presidente Renzi alla Cop21 dimostrano che l'Italia sta facendo la sua parte. Non solo per ridurre le emissioni di inquinanti e l'uso di combustili fossili. Ma anche per far crescere quell'economia verde della quale l'Italia può essere sempre più protagonista in Europa", spiega in una nota il parlamentare del PD Enrico Borghi.

"Le parole del Presidente Matteo Renzi alla Cop21 dimostrano che l'Italia sta facendo la sua parte. Non solo per ridurre le emissioni di inquinanti e l'uso di combustili fossili. Ma anche per far crescere quell'economia verde della quale l'Italia può essere sempre più protagonista in Europa. Si contemperano così le due matrici dello sviluppo sostenibile, cioè la crescita e il progresso con il mantenimento dell'ambiente, degli ecosistemi, delle risorse, da proteggere e valorizzare" sottolinea Enrico Borghi in un comunicato.
"Il premier a Parigi è stato chiaro ribadendo che gli impegni dei Paesi per contrastare i cambiamenti climatici non devono essere scritti sulla sabbia. - prosegue il deputato PD - L'Italia, le Regioni, gli Enti locali, le tante associazioni espressioni della società civile ce l'hanno ben chiaro e sono certo faranno la loro parte assumendosi precisi impegni. A impegnare il nostro Paese, in azioni concrete, saranno le indicazioni e le opportunità offerte dal Collegato ambientale, prima legge italiana sulla green economy, che la Camera approverà in via definitiva nei prossimi giorni. Lì si prevede un nuovo ruolo per le aree urbane, un impegno diverso per le città nella riduzione dei consumi, e un protagonismo del tutto diverso dal passato per le aree interne, rurali e montane, colonna vertebrale del Paese. è da qui che si avrà uno scatto decisivo nelle politiche verdi per l'Italia. È nei territori che dovranno nascere le green communities dove la pubblica amministrazione predilige acquisti verdi, dove si riducono le emissioni e si torna a gestire il bosco, dove si investono più risorse per la difesa dell'assetto idrogeologico, dove si propongono programmi formativi e inclusivi per la cittadinanza, dove le risorse prodotte vengono riconosciute come strategiche per le intere collettività che le utilizzano".
"Dovremo impegnarci nel rendere i punti del Collegato ambientale così come le decisioni del vertice di Parigi conosciute e disponibili dagli Amministratori locali e dall'opinione pubblica. - conclude l'esponente dem - La sfida culturale è la prima che abbiamo di fronte, sulla quale dobbiamo azionarci subito. La politica e le istituzioni faranno la loro parte, come Matteo Renzi ha ripetuto ai Capi di Stato presenti a Parigi".

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