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Contropiede del PD a Beppe Grillo: primarie per scelta parlamentari

Mentre Beppe Grillo dal suo blog tuona che i partiti "le liste dei candidati le faranno come sempre a tavolino, in un paio d'ore, tra un marsala e un caffè", il PD lo prende letteralmente in controdipede e annuncia le sue "parlamentarie".

Mentre Beppe Grillo si lamenta delle elezioni anticipate al 17 febbraio 2013 perché il MoVimento 5 Stelle potrebbe non riuscire a raccogliere le firme necessarie, accusando i partiti del fatto che loro "le liste dei candidati le faranno come sempre a tavolino, in un paio d'ore, tra un marsala e un caffè", il Partito Democratico lo prende letteralmente in contropiede. Il PD sottolinea e ricorda infatti che "ha scelto da tempo di impegnarsi per la riforma della politica, per il rinnovamento nella qualità, per l'apertura alla società, per migliorare concretamente il rapporto tra la politica e i cittadini", e per questo ha deciso di svolgere in tutta Italia primarie aperte per la scelta dei candidati per le elezioni politiche alla Camera e al Senato. Una scelta basata principalmente sul fatto che, a causa della immente caduta del governo Monti, non si è riusciti a modificare la legge elettorale. Il PD spiega quindi che con il confermarsi del Porcellum è quindi "indispensabile la scelta delle primarie per l'indicazione dei candidati", e questo, sottolinea, "pur nella consapevolezza della ristrettezza dei tempi, della complessità organizzativa, dello sforzo che sarà necessario richiedere ai volontari e ai circoli del PD in un periodo per larga parte festivo".

Queste primarie aperte per la scelta dei candidati per le elezioni politiche "saranno un appuntamento decisivo per caratterizzare ancora una volta il PD come il partito dell'apertura e del rapporto con la società", si legge quindi in una nota, che anticipa la probabile data in cui verranno fissate, e cioè il 29 e 30 dicembre 2012. "Sappiamo di chiedere uno sforzo quasi impossibile ai nostri volontari e ai nostri elettori ma vogliamo cambiare davvero la politica in Italia" precisa Pier Luigi Bersani, evidenziando come il PD abbia quindi scelto di dire addio alle liste bloccate. Le primarie per la scelta dei candidati al Parlamento del PD saranno quindi "lo strumento che il PD offre ai cittadini per restituire loro la possibilità di avere rappresentanti scelti e non nominati dai vertici politici". Le regole e i principi generali per lo svolgimento delle primarie del PD saranno indicati nel corso della Direzione nazionale del partito Democratico convocata per lunedì 17 dicembre, anche se già "è emersa la condivisione di alcuni primi punti, in particolare con riferimento all'elettorato attivo, che sarà riservato agli iscritti al PD e ai votanti alle primarie del 25 novembre che al momento del voto si dichiarino elettori del PD" mentre "all'elettorato passivo, saranno gli organi territoriali e gli iscritti a selezionare i candidati da sottoporre alle primarie".

"Noi le promesse le manteniamo, è la dimostrazione che siamo aperti e democratici davvero" è la stoccata finale di Enrico Letta che sembra proprio diretta al capo politico del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Il numero dei votati alle "parlamentarie" del M5S non sembra finora essere del tutto chiaro, tanto che qualcuno (anche tra gli attivisti) azzarda a ridurre la platea a poco più di 30mila. Le primarie per eleggere il leader della coalizione Italia Bene Comune hanno invece superato i 3 milioni di votanti. A fine anno, si saprà invece quanto l'Italia avrà saputo rispondere a questa "politica dal basso" del PD.

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