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Chiusura Agrati Collegno pericoloso precedente, a rischio diritti lavoratori

La chiusura dell'Agrati di Collegno, che ha messo in cassa integrazione 82 operai, "può rappresentare un pericolosissimo precedente" avverte Silvia Fregolent, responsabile Economia dei deputati PD, sottolineando: "D'ora in poi chiunque, da un giorno all'altro, potrebbe chiudere uno stabilimento in attivo senza motivi validi e senza garantire nessun diritto ai lavoratori".

"Ne parlerò con il ministro Poletti, ma vi assicuro che mi impegnerò ad approfondire la questione, almeno per capire quali sono le ragioni che spingono l'azienda verso questa decisione" assicurava il premier Matteo Renzi parlando con una delegazione di quegli 82 lavoratori dell'Agrati che stavano per perdere il posto a causa della decisione dell'azienda di chiudere uno stabilimento nel torinese, a Collegno. Da parte sua il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolineava che quella dell'Agrati "è una vicenda bruttissima, il comportamento dell'azienda è sbagliato, censurabile, inaccettabile" ma che il governo non ha strumenti per convincerla a radicarsi in Italia visto che "non c'è una legge che preveda l'esproprio". E così, l'Agrati conferma la chiusura ed il licenziamento di 82 lavoratori. Stando all'accordo raggiunto in Regione, vengono previsti due anni di cassa integrazione straordinaria, mobilità volontaria e incentivata per gli operai che decidono invece di andarsene e ricollocazioni con indennizzi negli stabilimenti di Veduggio, Dolzago, Chambery.

La vertenza Agrati è stata oggetto di discussione ieri alla Camera, con Silvia Fregolent, responsabile Economia dei deputati PD, che dichiara: "La decisione del Gruppo Agrati di chiudere lo stabilimento di Collegno rifiutando ogni confronto con i lavoratori e ogni accordo con il Ministero è gravissima e può rappresentare un pericolosissimo precedente". Fregolent denuncia: "Il gruppo Agrati, una multinazionale con sedi in tutto il mondo, non solo ha rifiutato unilateralmente di prolungare le attività della fabbrica (che era in buona salute e non registrava alcuna perdita nei bilanci) per promuovere la ricerca di nuovi investitori, ma ha addirittura acquisito recentemente in Francia alcune aziende dello stesso comparto. - affermando - Agrati ha quindi dimostrando non solo una palese e vergognosa mancanza di ogni principio etico ma anche una pessima capacità di programmazione economica, dal momento che la produzione di Collegno (viti e bulloni di qualità per macchinari di vari tipologie) sarà sicuramente una delle componenti fondamentali degli strumenti tecnologici e della domotica dei prossimi anni". Fregolent si dice quindi preoccupata per "l’atteggiamento tenuto dal gruppo industriale in questa situazione", avvertendo che "d’ora in poi chiunque, da un giorno all’altro, potrebbe chiudere uno stabilimento in attivo senza motivi validi e senza garantire nessun diritto ai lavoratori".

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