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Chiti a Zanda: Commissioni non sono organi di partito. Vige il senza vincolo di mandato

Il caso Mineo e l'autosospensione di 14 senatori democratici continua a far discutere l'intero PD. Luigi Zanda ricorda come anche nel 2007 12 senatori uscirono dal gruppo, formandone un altro, e poco dopo cdde il governo Prodi. Vannino Chiti replica però sottolineando che le Commissioni parlamentari non sono "organi di partito" perché anche al loro interno vige il senza vincolo di mandato, sancito dall'articolo 67 della Costituzione.

Luigi Zanda interviene per commentare l'autosospensione di 14 senatori dal gruppo PD, dopo l'esclusione di Corradino Mineo dalla Commissione affari costituzionali dove si discute la riforma del Senato. Il Presidente dei senatori del PD afferma: "Sono in Senato da dieci anni ma non so cosa significhi la formula dell'autosospensione. - aggiungendo - Ricordo bene però l'esperienza dell'Ulivo in Senato quando nel 2007 dodici senatori, dopo mesi di numerose e vivaci espressioni pubbliche di dissenso dal gruppo, decisero di uscirne per formare un nuovo gruppo". Zanda quindi ricorda: "Il governo Prodi morì per mano di Mastella, ma la sua fine fu fortemente preparata dalla nostra debolezza numerica (simile all'attuale) e dal dissenso pressoché quotidiano di un gruppo di senatori dell'Ulivo. Allora - continua - non era all'ordine del giorno la riforma Costituzionale, ma le missioni italiane di pace in aree martoriate del pianeta. L'esito politico fu devastante per il centrosinistra e gli italiani ci punirono alle elezioni successive. Tutto questo non si deve ripetere".

Non si fa attendere al replica di Vannino Chiti, anche lui spostato dalla Commissione affari costituzionali a quella sulle politiche UE, poiché "eletto" alla sua presidenza. Chiti chiarisce: "Sono in Parlamento grosso modo da quando c'è Luigi Zanda: mai ho visto dimissionamenti autoritari dalle Commissioni. Del resto non era possibile: non ha precedenti nella storia repubblicana. - sottolineando - I senatori Mauro e Mineo sono stati dimissionati dai rispettivi gruppi per dissenso possibile: io, senza essere avvertito, per misura cautelativa preventiva. Mi sento sinceramente amareggiato e offeso: per nessun atto del mio impegno, ormai lungo, nelle istituzioni penso mi possa essere addebitato un comportamento di scorrettezza". Vannino Chiti, promotore di un ddl per un Senato elettivo, quindi precisa: "Più serio è il fatto che una parte di parlamentari e dell'opinione pubblica non si rendano conto pienamente di quello che è successo in questa settimana: è stato calpestato l'articolo 67 della Costituzione che assicura libertà di mandato senza vincolo per ogni parlamentare. - evidenziando - Questo articolo della Costituzione non può essere fatto valere discrezionalmente o solo in aula e non nelle commissioni: vale sempre o mai".

Vannino Chiti prosegue rammentando infatti che "le commissioni a volte hanno - e per funzionare meglio il Parlamento dovrebbero avere più spesso - una funzione deliberante. - domandando - In questo caso allora?". Il senatore del PD avverte quindi che il "calpestare l'articolo 67 equivale a rendere nella pratica le commissioni del Parlamento, di fatto, 'organi di partito'. Una aberrazione che va tolta di mezzo, altrimenti con il tanto discutere sulle innovazioni politico-culturali si realizza invece una occupazione del Parlamento ad opera dei partiti''.

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