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Caso Macchiarini, Gelli (PD): fare chiarezza su reale attività e risultati

"Il comportamento del chirurgo Macchiarini, emerso dall'inchiesta pubblicata sulla stampa, getta un'ombra inquietante sulla figura di quest'uomo e discredito sul nostro sistema sanitario. E' giunto il momento di fare chiarezza sulla sua reale attività e sui risultati delle operazioni svolte in tanti anni sui pazienti", così in una nota Gelli dal Partito Democratico.

"Il comportamento del chirurgo Paolo Macchiarini, emerso dall'inchiesta pubblicata sulla stampa, getta un'ombra inquietante sulla figura di quest'uomo e discredito sul nostro sistema sanitario. E' giunto il momento di fare chiarezza sulla sua reale attività e sui risultati delle operazioni svolte in tanti anni sui pazienti" dichiara il responsabiole Sanità del PD Federico Gelli in una interrogazionerivolta ai ministri dell'Istruzione e della Sanità, Stefania Giannini e Beatrice Lorenzin.
"Le innumerevoli bugie che, secondo la stampa, il chirurgo avrebbe inventato anche nella vita privata ci danno la misura di che tipo di persona sia Macchiarini e di cosa avrà mai potuto promettere ai tanti pazienti che gli si sono rivolti come ultima speranza. - prosegue l'esponente dem - A 7 anni di distanza dal primo trapianto di Barcellona e dopo l'esperienza all'ospedale di Careggi a Firenze, e i tanti interventi eseguiti in tutto il mondo, i tempi sono maturi per verificare i reali risultati delle sue operazioni, lo stato di salute dei suoi pazienti e le tecniche da lui utilizzate in particolare per tutto ciò che concerne la sua attività in ospedali pubblici".
"Nello specifico - puntualizza Gelli - sarebbe anche opportuno sapere il denaro pubblico a lui destinato in questi anni di servizio e che magari poteva essere utilizzato per altri meritevoli ma meno noti professionisti".
Il parlamentare infatti ricorda: "Da quanto sembra, negli anni dovrebbe essere stata avviata inoltre una fase sperimentale al Centro Nazionale Trapianti a Roma. - concludendo - A questo proposito presenterò un'interrogazione ai ministri della Salute e dell'Istruzione per capire se davvero una sperimentazione c'è stata e quale sono stati gli esiti. E' giusto fare chiarezza su questa vicenda per tutelare il buon nome del nostro sistema sanitario e l'attività dei tanti medici professionisti che in esso operano".

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