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Bordo (PD): riforma regolamento Camera urgente, riconoscere funzione legislativa vera a Commissioni

"L'incontro tra la presidente Laura Boldrini e i presidenti delle 14 Commissioni permanenti è stata un'ottima occasione per fare il punto sulla riforma del Regolamento della Camera. Personalmente ritengo che sia sbagliato aspettare l'approvazione della riforma Costituzionale per fare le modifiche regolamentari, ormai necessarie da anni", così in una nota Michele Bordo dal Partito Democratico.

"L'incontro di ieri tra la presidente Laura Boldrini e i presidenti delle 14 Commissioni permanenti è stata un'ottima occasione per fare il punto sulla riforma del Regolamento della Camera. Personalmente ritengo che sia sbagliato aspettare l'approvazione della riforma Costituzionale per fare le modifiche regolamentari - sottolina il deputato del PD Michele Bordo in una nota -, ormai necessarie da anni. Il superamento del bicameralismo perfetto e l'organizzazione dei lavori parlamentari sono cose assolutamente distinte e diverse tra di loro. Intervenire immediatamente sul regolamento è necessario anche per consentire alla riforma Costituzionale, quando entrerà in vigore, di essere pienamente efficace".
"Questo è il momento di rendere finalmente l'iter legislativo più snello e veloce" precisa infatti il presidente della Commissione per le Politiche UE della Camera, aggiungendo: "I gruppi parlamentari dovrebbero pertanto impegnarsi ad approvare quanto prima il nuovo regolamento della Camera. Non mi convincono e sono inefficaci come tra l'altro dimostra l'esperienza di questi anni, gli interventi 'tampone', come quello di allargare i tempi a disposizione delle commissioni durante i tre giorni di seduta della Camera. Il tema vero è non fare ogni settimana, come avviene nella stragrande maggioranza dei Paesi, le sedute plenarie dell'Aula per lasciare lo spazio necessario al lavoro istruttorio e legislativo delle Commissioni. Si dovrebbero prevedere settimane alternate di lavori d'Aula e di Commissione per avere tempi certi e consentire a ogni deputato di svolgere la propria funzione in entrambi i consessi".
Bordo osserva inoltre: "La riforma del Regolamento non può prescindere poi da una riflessione: le Commissioni e l'Aula in seduta plenaria non possono svolgere esattamente lo stesso lavoro. Fino a quando, infatti, tutto quello che si fa in Commissione è replicabile tale e quale in Aula si corre il rischio che una delle due attività risulti superflua. Trovo sbagliato, ad esempio, che si possa consentire che centinaia di emendamenti bocciati in Commissione possano essere ripresentati e ridiscussi in Aula. Questo modus operandi può portare a ritenere il lavoro in uno dei due consessi come non necessario, e non va bene. - concludendo - Personalmente ritengo che il lavoro principale, come avviene in tutti i Paesi, debba essere svolto soprattutto nelle Commissioni, dove sono rappresentati proporzionalmente tutti i gruppi parlamentari e dove è possibile un lavoro istruttorio e legislativo approfondito e di grande qualità che molto spesso l'Aula, con la pressione mediatica esercitata su certi provvedimenti, non riesce ad assicurare."

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