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Bersani, Vendola e Nencini firmano il "MoU". Per l'Italia bene Comune

Il "MoU" del centrosinistra è firmato e si chiama "Carta d'Intenti per l'Italia bene comune". Bersani, Vendola e Nencini sottoscrivono. La sintesi in dieci parole d'ordine, anzi "tag": Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni diritti e responsabilità.

Come nelle migliori sintesi di Bersani, come quella "delle macchie dei giaguari" il "kit" delle Primarie del PD viene presentato sul sito del partito con il claim "il prossimo giro non si governa senza popolo", dagli evidenti richiami sintattici del leader. Sabato 13 ottobre dal palco della Sala Fellini presso il Centro Congressi Roma Eventi proprio Bersani buttava acqua sul fuoco delle tiepide polemiche "democratiche": "Le primarie sono fatte così: ci può essere qualche intoppo e il dibattito può essere un po' troppo aspro. Ma le primarie sono la più grande e bella cosa che la politica possa offrire oggi in Italia. Noi siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo, non solo per noi ma per l'Italia: siamo orgogliosi di mettere finalmente una cosa bella". Sul palco, per la foto ricordo, oltre ai "soliti" giovani che da tempi immemori fanno purtroppo da "cornice" ai grandi partiti (negli anni '90 un'intera generazione delle "giovanili" è stata detronizzata in nome della "continuità nella gerontocrazia"), ci sono Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola leader di Sinistra Ecologia e Libertà e il segretario del Psi, Riccardo Nencini. L'atteggiamento è un po' quello di quelle "reunion" degli storici gruppi pop (tranne rare eccezioni) che salgono sullo stage "perché lo devono fare", ma il "mood" non è più lo stesso, anche se le "parole d'ordine" per le Primarie sono sempre quelle: "Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni diritti e responsabilità". Dieci parole, dieci "tag" come vuole questa società e questa politica "automatica" (nel senso più alienante dei Kraftwerk) contenute nell'immancabile, ennesima, Carta. La "Carta d'Intenti per l'Italia bene comune, che è stata sottoscritta dai tre leader, dovrebbe valere infatti politicamente come un "MoU" (memorandum of understanding) per quando si vincerà. Dal palco del Centro Congressi Roma Eventi il centrosinistra non esita quindi a lanciare anche il suo "appello agli elettori" per le Primarie 2012 che suona come quelle promesse dei libri di cappa e spada, ma che, probabilmente, nei riti del PD di matrice immaginifica veltroniana è necessario fare. Ecco l'appello: "Noi, cittadine e cittadini democratici e progressisti, ci riconosciamo nella Costituzione repubblicana, in un progetto di società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà. Vogliamo contribuire al cambiamento dell'Italia, alla ricostruzione delle sue istituzioni, a un forte impegno del nostro Paese per un'Europa federale e democratica. Crediamo nel valore del lavoro, nello spirito solidaristico e nel riconoscimento del merito. Vogliamo archiviare la lunga stagione berlusconiana e sconfiggere ogni forma di populismo. Oggi siamo noi i protagonisti del cambiamento e ne sentiamo la responsabilità. La politica non è tutta uguale. Vogliamo che i nostri rappresentanti siano scelti per le loro capacità e per la loro onestà. Chiediamo che i candidati dell'Italia Bene Comune rispettino gli impegni contenuti nella Carta d'Intenti. Per questi motivi partecipiamo alle elezioni primarie per la scelta del candidato comune alla Presidenza del Consiglio e rivolgiamo un appello a tutte le forze del cambiamento e della ricostruzione a sostenere il centrosinistra e il candidato scelto dalle primarie alle prossime elezioni politiche. Per l'Italia. Bene Comune".

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