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Appalti truccati Asl Caserta, Capacchione: indagine non risparmia neanche PD

la senatrice del PD Rosaria Capacchione, segretario della della commissione Giustizia, commenta i 24 arresti dell'indagine sulla sanità pubblica nelle mani del clan dei Casalesi, chiarendo che l'inchiesta "non risparmia nessuno e nessun partito" poiché la famiglia Zagaria ha "appoggiato uomini dell'Udeur, del PD, del Pdl" e "finanziato le prime primarie regionali del PD, nel 2007". Capacchione invita quindi ad una "riforma radicale della struttura dei partiti".

"La sanità pubblica nelle mani del clan dei Casalesi. Anzi, del vertice del clan dei Casalesi: che per almeno dieci anni, e fino a oggi, ha gestito le nomine di manager e funzionari dell’azienda ospedaliera di Caserta, finanziato campagne elettorali senza distinzione di sigle politiche ma solo in funzione del proprio interesse, fornito l’elenco delle ditte di fiducia alle quali affidare, in deroga alla legge, appalti per forniture e servizi" denuncia in una nota la senatrice del PD Rosaria Capacchione, segretario della della commissione Giustizia, precisando che questo "non è il mondo di mezzo raccontato da 'Mafia Capitale' ma il 'mondo al contrario', documentato dagli atti d’indagine della Dia e della Dda di Napoli che ha portato oggi a ventiquattro arresti per reati che vanno dall’associazione mafiosa alla turbativa d’asta aggravata dal metodo mafioso".

Rosaria Capacchione sottolinea quindi che l'indagine "ruota attorno alla famiglia Zagaria (Michele, arrestato a dicembre del 2011, è stato per anni il capo indiscusso del cartello casalese e la mente economica del clan) e che non risparmia nessuno e nessun partito. - evidenziando - L’indifferenza e il cinismo degli Zagaria hanno, di volta in volta, appoggiato uomini dell'Udeur, del PD, del Pdl; favorito il passaggio di quell’uomo e di quell’altro da un partito all’altro, mediando direttamente tra le varie componenti degli stessi partiti; finanziato le prime primarie regionali del PD, nel 2007, e assecondato le ambizioni di altri alla Provincia".

La senatrice dem chiarisce infatti che questa storia rivela "la debolezza della politica e la vulnerabilità del PD e il pericolo sempre attuale, in una terra di mafia quale è la provincia di Caserta, di inquinamento delle scelte elettorali, a qualsiasi livello. - aggiungendo - Nascondere questo fatto non serve ed è, anzi, pericoloso". Per Rosaria Capacchione "tocca quindi al PD rafforzare le proprie difese e mettere in campo tutte quelle iniziative utili a ritrovare l’etica della politica, sacrificata al pragmatismo elettorale e all’ambizione di gestione di enti e aziende pubbliche; la sua funzione di servizio. - concludendo - Ed è indispensabile, dunque, prima ancora dell’entrata in vigore della riforma costituzionale e della nuova legge elettorale pensare a una riforma radicale della struttura dei partiti, così che essi possano tornare a svolgere una funzione di controllo e di selezione della classe dirigente del Paese".

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